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Ischia: Tradizioni, arti e mestieri

Cesti_Castagno_Ischia

Nel susseguirsi delle generazioni: le tradizioni popolari, arti e mestieri del passato si tramandano costituendo la memoria storica del luogo. Una memoria storica che interessante ed affascinante ripercorrere. Molteplici e variegate sono le produzioni autoctone sia nell’ambito dell’artigianato che nell’ambito delle produzioni eno-gastronomiche. La sfera dell’artigianato locale affonda le sue origini nel passato. La lavorazione della ceramica, per esempio, è un dono degli antichi greci, che nell’età ellenistica la diffusero sul territorio. Ciò è testimoniato dalla presenza di alcune fornaci ceramiche sotto la chiesa di S.Restituta di Lacco Ameno o dalla famosa Coppa di Nestore, custodita nel Museo Archeologico di Pithecusae, situato nel complesso di Villa Arbusto di Lacco Ameno.

La festa di Sant’Alessandro

Sant-Alessandro-1

Tantissimi sono gli eventi e le feste che, soprattutto nella stagione estiva, vivacizzano le serate ischitane donando luci, colori, specialità gastronomiche, folklore ed emozioni, ore piacevoli da trascorrere all’insegna della cultura e della tradizione. La festa di Sant’Alessandro, venerato durante il mese di Agosto, prevede una sfilata di ricchissimi costumi d’epoca, la partenza è dal Castello Aragonese che, anche in quest’occasione fa da sfondo, scenario unico ad una bellissima e sentita festa popolare;

Festa a Mare agli scogli di S.Anna

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Lo scenario è quello magico della Baia di Ischia Ponte: il Castello Aragonese emerge dalle acque come simbolo di storia, cultura ed architettura del passato divenendo principale interlocutore del borgo di Celsa che lo elegge punto di riferimento da amare e rispettare. La Baia, delimitata dal lungo pontile aragonese di accesso al Castello inquadra la Torre di Guevara, altra emergenza monumentale dell’isola, e la piccola Chiesina di S.Anna che, a picco sul mare, diviene punto focale per quanti attraversano la baia con la barca. A questa Santa è dedicata la festa del 26 luglio, che ha origine lontanissime nella tradizione sacra dell’isola.

Ischia ancora “Isola verde”: ai Giardini Ravino il Premio dell’Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa

Giardini Ravino

Quest’anno il Premio OPE (Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa) è stato assegnato dalla Commissione Trasporti e Turismo ai Giardini Ravino di Forio d’Ischia, in quanto azienda del Sud Italia che maggiormente si è distinta nell’ambito del settore turistico per la valorizzazione dell’ambiente. Si tratta di un segnale finalmente in controtendenza rispetto alla pessima fama di degrado ambientale che, da un po’ di tempo, circonda l’isola d’Ischia e la regione Campania.

Ischia i salumi che sanno di mare

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In pochi sanno che la vocazione turistica dell'Isola d'Ischia è quanto mai recente. Prima del 1950, eravamo prevalentemente pescatori, contadini e naviganti, apprendendo dai nostri padri l’importanza della genuinità e il rispetto per quanto di buono la natura era in grado di donarci per vivere. Del resto, la vita nel dopoguerra era tutt'altro che agiata e l'allevamento domestico del maiale era anche qui, a due passi dal mare, una delle principali fonti di autosufficienza alimentare per la nostra gente.

Sapori di Ischia

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Come ha influenzato Ischia sul mio percorso professionale? La mia Ischia.. la mia terra, la mia tradizione, il mio territorio, i suoi prodotti, la stagionalità della materia prima, la ricerca della stessa da piccoli produttori che senza alcuna pretesa definirei i veri artigiani del gusto..; la mia infanzia, il ricordo dei fantastici piatti che mangiavo da bambino preparati da mia nonna Felicia e da mia mamma Concetta, figure intramontabili nella mia vita professionale e personale… I profumi delle quattro stagioni, gli odori, le sensazioni della natura che forse solo da bambini si percepiscono inconsapevolmente e si apprezzano di più, in quanto si ha la mente più libera da impegni e stress quotidiano, lavoro, appuntamenti, telefono, computer, ecc.

Casa D'Ambra viticoltori sull'isola d'Ischia

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La storia e il destino del vino di Ischia sono indissolubilmente legati al mare: dal commercio e trasporto verso i principali porti italiani a bordo delle vinaccere, alle viti abbarbicate sul tufo verde, caratteristica pietra di formazione marina. E di tufo verde sono pure i muri a secco, detti parracine, che da secoli come lunghe braccia ossute, delimitano i lembi di terra entro i quali si snodano i vigneti ischitani: monumenti e testimonianze di un continuo dialogo con le nostre tradizioni. La sopravvivenza del patrimonio enoico di Casa D’Ambra è dovuta oggi a passione, dedizione e tenacia. Solo grazie a queste qualità, che si muovono spesso su binari opposti a quelli economici, è possibile mantenere in vita il carico di memorie del nostro passato e l’umanità che scaturisce dal nostro legame con la terra.

Festa patronale di San Vito nel comune di Forio

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Tradizione, fede, cultura, folcklore. Questi gli ingredienti che caratterizzano la festa patronale di S.Vito, nel comune di Forio, il più esteso dei sei dell'isola d'Ischia. Il culto del martire siciliano risale all'alto medioevo: tra l'807 e il 902 la costruzione della seconda chiesa a lui dedicata, non più nella baia di Citara, troppo esposta alle incursioni arabe, ma su un colle meglio difendibile, dove ancora oggi si erge la Chiesa Madre, terzo edificio sacro edificato sullo stesso luogo. Il popolo di Forio, e non solo, invoca il Santo quale protettore delle vigne, principale fonte di sostentamento per una popolazione agricola. Tanto l'affetto per il giovanissimo patrono, morto appena quindicenne nel 303, che i fedeli, non contenti della splendida chiesa dedicatagli a metà settecento, vogliono affidare allo scultore napoletano Giuseppe Sammartino il compito di realizzarne una statua d'argento. Il capolavoro è del 1787 e viene esposta alla venerazione pubblica solamente dal 10 al 17 giugno.

Per chi suona la Campania

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L’Oceano è fatto di tante gocce, la Terra è fatta di tanti granelli... In mezzo c’è l’Uomo, miliardi di Uomini, che, uno per uno, formano il Mondo. Insieme, singolarmente, possono salvarlo. Come scrisse Dumas: «Tutti per uno, uno per tutti». Con questa convinzione la condotta Slow Food di Ischia e Procida organizza: Per chi suona la Campania Venerdì 21, sabato 22, domenica 23 maggio.

Tutti per uno, uno per tutti: è sempre con questa convinzione, che abbiamo inforcato la bicicletta e abbiamo girato, in lungo ed in largo, la Campania e paese per paese, città per città, borghi, villaggi, quartieri, contrade, vicoli, parchi, boschi…

Tags: Slow Food

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