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Preregate di Coppa America: chi rema contro Napoli ? Quelli di sempre, del sacco e del degrado della città.

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Sul  Mattino di oggi,  in prima pagina nazionale,  vi è una lettera -  appello a firma dei Presidenti Cciaa, Uin, Acen (Maurizio Maddaloni, Paolo Graziano, Rudy Gerardo) dal titolo “Coppa America, ecco chi rema contro Napoli”.

L’appello sul piano dei risultati attesi  da chi lo propone è chiaramente l’ennesima, assurda,  indebita pressione mediatica sul Soprintendente Gizzi  perché tolga il disturbo del rispetto dei vincoli esistenti su via Caracciolo che vietano ogni intervento a terra e a mare e consenta l’ “illecito ambientale” della realizzazione della imponente scogliera,l’aggressione di via Caracciolo, una delle strade più belle del mondo, con i  baracconi   aggregati e trasportati come in ogni circo (nel caso in esame è molto di più dei  più grandi  Circhi che conosciamo) al carrozzone pre.regate, l’alterazione profonda e l’uso totalmente improprio della super vincolata per gli immensi valori posseduti Villa Comunale, per mesi la totale  paralisi della città, che viene divisa in due e con gli imponenti lavori in atto per la metropolitana, i danni enormi al turismo per il mancato uso del litorale, lo sperpero immane di danaro pubblico per opere che dovrebbero essere subito dopo i sette giorni delle preregate essere rimosse - naturalmente nessuno  ci crede,  basti pensare alla scogliera!

Scogliera a via Caracciolo per Coppa America: che farebbe il Magistrato De Magistris di fronte al mancato rispetto dei vincoli esistenti?

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Via CaraccioloE’ assurdo quanto sta avvenendo! La  Soprintendenza  ed  il Ministero stanno subendo incredibili pressioni mediatiche perché “in una maniera o in un’altra” venga dato parere favorevole alle stravolgenti  opere richieste per le pre-regate di Coppa America a Via Caracciolo, nel mare antistante e nella Storica villa Comunale,  nonostante il vincolo della Soprintendenza del 2005 che vieta ogni installazione di ogni genere lungo via Caracciolo — sia in mare che in terra.

L’ultima, che supera ogni altra precedente assurdità finora detta  e proposta per l’evento,  è  che il parere sarebbe legittimo perché il decreto non fa riferimento alle installazioni provvisorie, come quelle per il prolungamento della scogliera di fronte alla Rotonda Diaz, dei pontili mobili e delle boe per i super-catamarani di Coppa America. Non è stato facile capire chi e per  quali decisioni  amministrative fosse il soggetto che facesse progetto e gara per questi lavori (non ci siamo ancora riusciti per quelli sulla Villa Comunale), ma ora sappiamo che è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  - Provveditorato alle Opere Pubbliche.

“America’s Cup sul lungomare di Via Caracciolo, i vincoli delle Sovrintendenze non sono l’ultimo ostacolo, sono l’unico ostacolo !!!”

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Quale Napoli volete?A dichiararlo è Lino Ferrara presidente nazionale dell’Unione Armatori da Diporto, un movimento che da tempo si spende per la valorizzazione e promozione internazionale del turismo nautico, sostenibile, a cui sono legati ambiziosi progetti di valorizzazione e riqualificazione dell’intero waterfront e di tutto il retroterra urbano -alias città-.

“Una linea di costa riqualificata che consenta tanto l’approdo di turisti della nautica  su territori strategici sotto il profilo dell’attrazione turistica e della filiera dell’accoglienza –spiega Ferrara- quanto una maggiore e migliore fruibilità da parte dei residenti che le abitano in maniera stanziale con aree pedonali destinate a verde pubblico. I riflettori accesi dall’imminenza delle prove dell’America’s Cup mettono in luce tutte le contraddizioni accumulate da anni di immobilismo delle amministrazioni locali.”

Forum dei Comuni per i Beni Comuni: quale credibilità dopo le scelte delle preregate dell’America’s Cup?

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Il 28 Gennaio prossimo si terrà a Napoli, promosso dal Comune di Napoli, il Forum dei Comuni per i Beni Comuni: un avvenimento di grande valenza politica dalle rilevanti potenzialità istituzionali, culturali, sociali ed economiche, che attesta anche la eccezionale capacità del Sindaco di Napoli di recuperare dalle associazioni e dai movimenti e proporre originali ed importantissimi spazi nuovi di iniziative dal valore nazionale.

Nasce però immediatamente la questione che diviene centrale rispetto all' iniziativa: se per una partita di precampionato - quali sono le preregate della Coppa America che si dovrebbero svolgere per sette giorni (questa è la totale durata dell'evento) nel prossimo Aprile a Napoli - si violenteranno in maniera inaudita, senza alcun rispetto di vincoli e di percorsi istituzionali e democratici, i Beni Comuni della Città, portandola ad una condizione di assoluta invivibilità con enormi danni anche alla sua economia, con sperpero di pubblico danaro, quale credibilità possono avere le cose che si diranno e le proposte che si faranno il 28 prossimo? Chiaramente nessuna. In totale contrasto con i vincoli ambientali, archeologici e paesaggistici:

Pre - regate Coppa Coppa America: perché il NO al Molo S.Vincenzo? quali misteri nasconde?

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Americas CupSiamo nella fase finale di una vicenda, le preregate della Coppa America,  che certo peggio non poteva essere gestita dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Napoli, prima con la assurda ed inconcepibile scelta della area fortemente inquinata e destinata a tutt’altra funzione della colmata di Bagnoli e poi con la proposta di scogliera di trecento metri nel mare di  via Caracciolo - Mergellina, in totale contrasto con la tutela del incommensurabile paesaggio dell’area e, sul piano formale,  con il ben noto vincolo delle Soprintendenze.

Ipotesi assurde si affacciano per la realizzazione delle pre regate, come interventi pesanti sulla Villa Comunale dagli immensi valori storico–culturale-naturalistici e la realizzazione del “villaggio della regata”  su Via Caracciolo; noi VAS da molti anni affacciamo la ipotesi della congiunzione della Villa Comunale direttamente con il mare così come era nella splendida  prima realizzazione del 1780 da parte di Carlo Vanvitelli e Felice Abbate su commissione di  Ferdinando IV di Borbone, in uno splendido progetto che abbiamo chiamato Villammare, eliminando il traffico ed il transito automobilistico che separa violentemente  la Villa dal Mare.

Ma solo immaginarlo di farlo - per altro in via transitoria e non per la bellezza e la continuità di fruizione– in poco più di due mesi e nella condizione di oggi è veramente atto di follia amministrativa.