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Semplice guida alla zona di balneazione prescelta per le vacanze: direttiva europea per i turisti

I Maronti

Una piacevole brezza marina scompiglia leggermente i capelli, mentre si è stesi, su una spiaggia dalla sabbia fine o dai grigiastri ciottoli e tutto il corpo si predispone a ricevere i raggi solari. Profumo di iodio, elemento indispensabile per la produzione di ormoni della tiroide, voglia di benessere. Qualche tuffo nel mare, per ritornare ad esporsi al sole. Frutta fresca e verdura, per conferire all'organismo il giusto apporto di sali minerali senza però rinunciare al gusto.

Più in là, il promontorio di Sant'Angelo, dal paesaggio spettacolare, sovrasta con la sua poesia e ammirevole bellezza naturale l'isola d'Ischia, mentre ci si guarda intorno, lì, in quella che è una delle spiagge più famose della meta più amata dal turismo straniero, i Maronti, ancora luogo di incomparabile meraviglia, quasi come se la mano dell'uomo non fosse ancora arrivata.

È così che ognuno vorrebbe vivere quei rari momenti di lontananza dalla propria vita professionale, in un vero angolo di Paradiso, dove il tempo si ferma e lascia spazio solo al piacere di luoghi ancora incontaminati, ma tralasciando un attimo Ischia, qual è lo spettacolo che si presenta agli occhi di milioni di turisti? Prima di scegliere una meta, infatti, tra le varie brochure e i vari cataloghi delle varie agenzie turistiche, bisognerebbe tralasciare le foto, appositamente scattate da abili fotografi, e chiedersi quale sia lo stato di balneazione delle acque.

Secondo il Bathing Water Report, rapporto annuale pubblicato dall'EAA, Agenzia dell'Ambiente Europea, e dalla Commissione Europea, la qualità delle acque di balneazione in Europa è leggermente diminuita tra il 2009 ed il 2010, ma – considerando che oltre 9 zone di balneazione su 10 rispondono attualmente ai "requisiti più rigorosi richiesti" – il livello complessivo rimane comunque elevato. Dov'è preferibile immergersi? A Cipro, dove il 100% delle zone di balneazione rispecchia i requisiti richiesti, seguita da Croazia (97,3%), Malta (95,4%), Grecia (94,2%) e Irlanda (90,1%).

Tale rapporto ha esaminato ben 21.000 zone, sia costiere che interne, adottando nuovi segnali e simboli per informare correttamente il pubblico circa la classificazione delle acque e le eventuali restrizioni alla balneazione, consultabili sul sito http://ec.europa.eu/environment/water/water-bathing/signs.htm. Si dichiara quindi soddisfatto il commissario responsabile per l'ambiente Janez Potocnik, dalle cui parole emerge chiaramente quanto sia necessario che gli Stati membri concorrano al raggiungimento di tale risultato positivo, come di seguito riportato: «Sono lieto di constatare che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua ad essere elevata, anche se si può ancora migliorare. L'acqua pulita è una risorsa di valore inestimabile che non dobbiamo dare per scontata. Esorto gli Stati membri a fare in modo che il lieve calo dell'ultimo anno si tramuti in tendenza positiva». Dello stesso parere, la professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente:«Poter nuotare in acque pulite è molto importante per gli europei, che grazie a queste informazioni potranno esigere la qualità più elevata per le acque di laghi, fiumi e mari. La partecipazione pubblica è essenziale per monitorare costantemente le acque di balneazione europee, soprattutto perché gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti».

Come analizzare il rapporto, soprattutto se non si è esperti di settore? Basta considerare che, delle 21.000 zone di balneazione controllate, circa il 70% comprende la costa, zone così classificate: conformi ai valori obbligatori, conformi ai valori guida più rigorosi o non conformi. In definitiva, la qualità delle acque di balneazione costiere è peggiorata tra il 2009 e il 2010: il numero di corpi idrici che risultava conforme ai valori obbligatori è sceso del 3%, mentre quelli conformi ai valori guida sono diminuiti del 9,5%. Lo stesso dicesi per la qualità delle acque interne: la quantità di fiumi e laghi conformi ai valori guida è sceso del 10,2%, nonostante il rispetto dei valori obbligatori sia rimasto pressoché invariato. I fiumi, in particolare, mostravano situazioni problematiche: solo il 25% di quelli balneabili raggiunge i valori guida.

Quale direttiva quadro stabilisce gli standard delle acque di balneazione europee? Per coloro che amano informarsi, basta consultare il seguente sito, in lingua inglese: http://ec.europa.eu/environment/water/water-bathing/index_en.html#2006. Si tratta della direttiva 2006/7/CE, che, adottata nel 2006 allo scopo di semplificare la precedente normativa, doveva essere recepita nelle legislazioni nazionali entro marzo 2008, con alcune eccezioni per vari Stati membri, che possono attuarla entro l'anno 2014.

Come informarsi quindi sulla qualità delle acque? Controllando la pagina di WISE (Water Information System for Europe), sul cui sito è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive o consultando il sito della Commissione europea sulle acque di balneazione (http://www.eea.europa.eu/themes/water/status-and-monitoring/state-of-bathing-water-1, http://ec.europa.eu/environment/water/water-bathing/index_en.html).

Per una vacanza all'insegna dell'informazione, eppure, ritornando a quella spiaggetta ischitana, alla sua storia, alla cultura di preservazione dell'ambiente, all'amore per la propria terra, quale residente preferirebbe un'altra meta? Provate ad inserire l'isola d'Ischia su quei siti e non ve ne pentirete! 

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