Wednesday, 30 July 2014

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Ischia l'isola che c'è

Porto-Ischia-pineta

La prima volta che arrivi ad Ischia senti l’aria pulita ed intensa, un profumo di salsedine nel vento. Giungi in quel porto che era un cratere ora affondato, ed e’ un po’ come sentirti abbracciare subito, come se Ischia non aspettasse che te, come a dirti, soffiandoti nell’orecchio “ora chiudi gli occhi e mordi questa atmosfera”. Scendi sulla banchina e vieni accolta da mille occhi, file di microtaxi ti attendono su quest’isola senza tempo. E’ facile essere colpiti subito dal verde e dal blu … Basta prendere un taxi, un bus, un’auto e cominciare a girarla da subito.

Appena lasci Ischia Porto e vai verso Casamicciola segui il profilo della strada, sinuosa, e resti colpito dalle bouganville che sbocciano lungo i muretti delle ville che si arrampicano al lato della litoranea: sette colori diversi dal rosa all’arancione, al rosso, al fucsia. Ti vien voglia di scendere ed affondare in quei muretti bianchi e colorati insieme. Di affondarci dentro … Ma la corsa continua, passi davanti ad antichi artigiani che lavorano ceramiche uniche, poi il mare, sempre mare ovunque e il verde che ti accompagnano come fedeli guide. Prosegui ancora e ti sembra di essere arrivato in un’oasi passando dal comune più piccolo dell’isola, Lacco Ameno, patria di Rizzoli che ne fece il suo piccolo paradiso. Gli alberghi d’elite sono curati, i numeri delle camere sono scritti su piccole ceramiche che raffigurano scorci dell’isola… sembra di entrare in un film di Luchino Visconti, che qui ne ambientò tra i più amati ... Infatti, prendendo una strada laterale che da Lacco Ameno porta a Forio, si arriva nella sua antica dimora con una piccola torre tutta in vetro colorato. Intorno il verde e davanti a me un blu intenso e traboccante di onde… si dice che, a Forio, al tramonto, nell’esatto istante in cui il sole tocca la linea dell’orizzonte sul mare, appaia un raggio verde, una delle leggende dell’isola. Pochi l’hanno visto, eppure tutti lo aspettano e lo cercano… una luce magica che Ischia nasconde tra le sue magie.

Un raggio verde, ma di un verde meraviglioso, di un verde che nessun pittore può ottenere sulla sua tavolozza, un verde di cui la natura né la varietà dei vegetali, né nel colore del mare più limpido, hai mai riportato la sfumatura!... Così lo scrittore francese Jules Verne descrive il raggio verde nel romanzo Le Rayon Vert del 1882..

Ma ecco, ti stai per lasciar cullare da questi sogni e di nuovo ti prende la frenesia di scoprire, di continuare a cercare, di esplorare, e di nuovo voli sulla litoranea per arrivare a Serrara e Fontana, i Comuni situati più in alto, dove ancora si cuoce il pane sul fuoco vivo. Ci si avvia lungo la strada per salire sull’Epomeo, il monte che domina Ischia. Il sentiero si fa a piedi, e quando sei sopra con il fiato mozzo ma felice, ecco. Ecco Ischia, l’isola verde in tutto il suo splendore, vista dall’alto e’ sempre la meravigliosa sirena adagiata nel Tirreno blu… basta entrare in una piccola taverna sulla cima e ti portano una bruschetta con i pomodori piu’ dolci e succosi che si possano immaginare, il sapore forte e intenso ti sconvolge il gusto. E poi giu’, di corsa verso Barano, le fonti dell’eterna giovinezza di Nitrodi che ti lasciano la pelle liscia come quella di un bambino, e ancora piu’ giu’, verso il Castello Aragonese, un’isola nell’isola che ti avvolge con le sue antiche mura ed un percorso che e’ un’Ischia in miniatura. A questo punto l’energia e l’icanto di quest’isola verde ti sono entrati dentro.Mentre vien voglia di tuffarti nel mare denso di correnti calde e sorgenti termali, arriva una ventata di dolci nuovi.. . le graffe appena scottate, friabili e croccanti, le sfogliatelle morbide e dolci, sapori che ti conquistano. .. Basta fermarsi e chiedere un’ informazione, perché questa si trasformi in un racconto di ieri o di oggi. Gli ischitani sono tutti lì pronti ad offrirti una parola gentile, un piatto di pesce fresco, un boccone di coniglio all’ischitana, perchè sono gente semplice, che ama e rispetta la propria isola. E’ il tramonto, il traghetto aspetta, ma aspetterà ancora, il prossimo tramonto potrebbe essere quello giusto, quello in cui qualcuno scorgerà il raggio verde e allora… allora siediti su una piccola barca di pescatori arenata sulla spiaggia e aspetta. Ischia non ha nessuna fretta di farti andare via.

Author of this article: Ylenia Pilato

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