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Lo sviluppo sostenibile non ha alternative al tempo della rivoluzione telematica e della nuova globalizzazione anche nell’isola d’Ischia

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Sviluppo sostenibile
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Lo sviluppo sostenibile – cioè la compatibilità della crescita tecnologica con la difesa dell’ambiente naturale – non ha alternative al tempo della rivoluzione dell’informatica e della telematica e della seconda globalizzazione economica della Storia Moderna dopo oltre 50 anni di “guerra fredda”.

Alcuni appelli – vecchi di oltre 40 anni – come quelli del “Club di Roma” che denunciavano “i limiti della crescita e non dello sviluppo” sono oggi più che mai attuali  osservando la realtà in cui viviamo e cioè l’isola d’Ischia, la più grande delle isole partenopee e pontine di cui è “l’isola Madre” per grandezza geografica (46 Kmq,), per popolazione (65 mila abitanti), per consistenza del suo sviluppo economico e sociale (3mila imprese, 13 mila lavoratori iscritti al collocamento) e buon ultimo per le sue particolarità ambientali  uniche nel Mediterraneo tali da suscitare un interesse perfino sulla sua Montagna – il Monte Epomeo (788 metri) – da parte del Club Alpino Italiano (CAI), la più antica associazione ambientalista italiana fondata nel 1863, appena due anni dopo l’unità d’Italia. Ed il CAI ha scelto proprio Ischia per lanciare le sue proposte per un “turismo sostenibile” ad Ischia ed in Campania annunciate a Forio nel corso di un convegno che si è tenuto all’Hotel Ideal  al quale hanno preso parte  il prof. Franco Carbonara, past president del Gruppo Regionale CAI Campania, il  dottor Agostino Esposito, vice presidente della Commissione Centrale di Tutela Ambiente Montano del CAI ed altri esponenti del Club fra i quali il prof. Enzo Di Gironimo, l’ing. Simone Merola e la prof. ssa Miranda Bacchiani, del comitato nazionale di Presidenza del Cai. Ha partecipato anche l’arch. Luigi De Falco, Presidente regionale di Italia Nostra.

“Il 20,6% del territorio nazionale italiano è  classificato area protetta ed in queste aree, come il caso dell’isola d’Ischia, bisogna coniugare la tutela ambientale con lo sviluppo economico e per Ischia proponiamo una difesa ed una valorizzazione della sua montagna, con le sue campagne coltivate a vigneto, con una riscoperta della senti eristica in linea con i modelli europei in modo che il turista possa effettuare le sue escursioni, il suo “camminare lento”, in piena sicurezza apprendendo anche la storia dei luoghi” ha detto il dottor Agostino Esposito che si è augurato che “la Regione Campania finalmente legiferi in materia di sentieristica  in modo da allineare la Campania agli standard europei”.

Essendo  l’intera isola d’Ischia un Sito di Interesse Comunitario (SIC) bisogna proteggere le sue particolarità botaniche fra cui il Cyperus – questo arbusto che in Europa si può trovare solo nelle nostre colline vulcaniche  ed addirittura farne uno strumento di promozione scientifica  ai fini turistici, hanno aggiunto il prof. Di Gironimo e l’ing. Merola, mentre l’arch. Luigi De Falco di Italia Nostra ha auspicato l’adeguamento del piano paesistico  in vigore, adottato dal Ministro Paolucci  nel 1995, secondo le procedure ed i dettami del nuovo Codice dei Beni Culturali ed Ambientali  con una azione sinergica tra Regione Campania e Ministero dei Beni Culturali.

Nel dibattito sono intervenuti fra gli altri il sindaco di Forio, Franco Regine, la Presidente dell’Associazione ambientalista Ixion Flora D’Andrea, l’imprenditore vinicolo Vito Iacono.

Forio, 10 maggio 11

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