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Contro il caro prezzi benzina il Casper indice uno sciopero il 5 e 6 gennaio

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Luca Squeri

Ancora aumenti per il prezzo della benzina, già notevole: 1,723 euro al litro per i gestori a marchio Eni e nei gestori Esso, mentre il gasolio tocca quota 1,698 euro al litro, con un aumento di 0,5 centesimi. Non meno preoccupante il costo della benzina verde (1,714 euro al litro il prezzo medio praticato dalle varie compagnie petrolifere) e del diesel (1,696 euro al litro fino ad un massimo di 1,706 euro , prezzo praticato dai gestori TotalErg).

Gli aumenti non finiscono qui, come sostiene Luca Squeri, presidente nazionale di Figisc Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante) che traccia un consuntivo dei prezzi del 2011: ancora uno +0,5 nei prossimi giorni. Un rincaro vertiginoso rispetto alla media europea, dove le quotazioni del greggio Brent sono ferme a 108 dollari/barile (83 euro/barile, 0,522 euro/litro), mentre le chiusure del Platt's delle ultime due giornate hanno fatto registrare variazioni in aumento per la benzina (+0,010 euro/litro) e per il gasolio (+0,012 euro/litro).

Pronta la risposta delle associazioni dei consumatori aderenti al Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio): Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unc indicono uno sciopero per i giorni 5 e 6 gennaio 2012. «I cittadini italiani sono invitati ad astenersi dal fare rifornimento di benzina e gasolio, - si legge in una nota - come forma di protesta contro i continui aumenti delle accise decisi dagli ultimi due governi, e contro le speculazioni sui prezzi alla pompa che mantengono alti i listini nonostante il calo del petrolio».

Quali le conseguenze? Un pieno di 200 euro annui ad automobilista, un effetto negativo sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati su gomma, effetti che su un'isola quale Ischia sono certamente moltiplicati, con riflessi negativi sulle famiglie italiane in primis, ed ischitane in particolare, con un aumento dell'inflazione dello 0,3.

Interessante il comportamento adottato dagli Italiani, alla fine dell'anno, con le partenze in vista, comportamento ravvisabile in uno spostamento dei consumi verso i Paesi in cui il prezzo del carburante è inferiore: ciò anche in vista delle accise, che in Italia hanno subito dei rincari a causa della manovra economica, con +0,10 centesimi per la benzina e +0,12 centesimi di euro per il gasolio. La Svizzera e la Slovenia i luoghi prescelti dai pendolari.

Illuminanti le parole di Squeri: «Se oggi il prezzo della benzina italiana è il più alto nell'Europa comunitaria e quello del gasolio si attesta al secondo prezzo più alto, ciò è solo dovuto all'aumento delle imposte. Se le quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti finiti hanno pesato per il 25% sull'aumento dei prezzi del carburante in Italia – egli aggiunge - per il 75% vi hanno invece influito gli aumenti delle imposte, accisa ed Iva. Oggi, senza tali aumenti, il prezzo della benzina sarebbe inferiore di 19 centesimi al litro e quello del gasolio di 22».

A ciò si aggiunge l'aumento del pedaggio delle autostrade, ma questo è un altro capitolo da affrontare, in vista delle novità introdotte dalla manovra Monti e dagli aumenti di inizio d'anno. 

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