Martedì 21 Ottobre 2014

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Lo snellimento amministrativo per rilanciare la politica isolana

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Sono molti gli interventi che necessitano scelte amministrative e politiche forti, ed avvolte impopolari, per rilanciare l'economia sull'isola d'Ischia.

Un'isola frammentata in sei piccole municipalità incapaci di organizzarsi ed affrontare in modo snello ed efficace, problemi ormai cronici per l'isola d'Ischia, come la depurazione delle acque, il dissesto paesistico, il traffico veicolare, i trasporti marittimi, l'energia, i rifiuti e tanto altro ....

 

Uno snellimento amministrativo, ed un accorpamento delle sei municipaltà gioverebbe alla risoluzioni di molti problemi dell'isola, l'istituzione del Comune dell’Isola d’Ischia avverrebbe mediante la fusione dei comuni di Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana nella provincia di Napoli.

Di seguito pubblichiamo la relazione che accopmpagna il progetto di fusione dei sei comuni dell'isola.

L’unitarietà dell’isola. L’isola d’Ischia è con grande evidenza un sistema unitario sotto l’aspetto naturale e storico, sociale e culturale, e oltre ogni evidenza sotto quello economico dove il prodotto turistico, il suo bene primario, è costituito dall’isola nella sua integralità, di risorse, organizzazione e immagine.

Con una popolazione complessiva di 56.753 residenti - al 1 gennaio 2001, fonte Istat - su una superficie di 46,33 kmq, l’isola è uno dei maggiori poli turistici e termali in ambito nazionale e internazionale. Dagli ultimi dati ufficiali della Regione Campania – Servizio Statistico regionale (Anno XIV – n. 9 – 09/2001), l’isola ha avuto nel 1999 quasi 5 milioni di presenze, che costituiscono il 42,80% della Provincia di Napoli e il 23,76% della Regione Campania (ma in tale dato mancano le ‘affittanze estive’ con le quali si va oltre i 6 milioni di presenze, quasi il 30% delle presenze turistiche della Campania). Si tenga pure conto che nel 2000 l’isola ha realizzato un aumento medio di presenze dell’ 8% e nel 2001 del 2%.

Negli ultimi decenni l’unitarietà dell’isola è stata ulteriormente accentuata dai notevoli cambiamenti locali, in particolare la considerevole urbanizzazione, e dai forti mutamenti globali, che nel settore turistico hanno dato luogo ad un ampliamento della domanda, ma pure ad una preoccupante moltiplicazione dell’offerta con una decisa intensificazione della concorrenza italiana e straniera, con alti rischi per il futuro posizionamento dell’isola nel mercato se si viene meno agli standard di qualità e convenienza dei competitori.

L’unitarietà isolana è inoltre attestata dall’unitarietà delle problematiche locali che solo su scala isolana trovano la loro adeguata esplicazione analitica e solo all’interno di una coesa politica isolana possono trovare le giuste strategie risolutive.

 

L’attuale frammentazione amministrativa. A fronte di tale pervasiva unitarietà desta stupore l’assenza di un soggetto istituzionale che pensi ed agisca con responsabilità in rappresentanza e nell’interesse dell’intera isola. L’isola di fatto manca di governo, di programmazione, di progetti.

Ormai da tempo si configura anacronistica e razionalmente incomprensibile l’attuale suddivisione amministrativa dell’isola in sei comuni: Barano d’Ischia (9.094 ab.), Casamicciola Terme (7.490 ab.), Forio (14.465 ab.), Ischia (18.309 ab.), Lacco Ameno (4.351 ab.), Serrara Fontana (3.044 ab.).

Anche laddove è specificamente richiesta un’azione univoca e coerente dei sei enti locali, la separazione amministrativa genera disaccordi, veti, ritardi, inefficienza e insuccesso, il tutto nella piena irresponsabilità generale.

 

Superiorità e necessità del Comune Unico. Le opzioni istituzionali possibili secondo il ventaglio delle forme associative intercomunali previste dal Testo Unico degli Enti Locali purtroppo si mostrano inadeguate nella loro applicabilità alla realtà isolana, hanno un limite costitutivo: non possono ricomporre la scomposta realtà del particolarismo politico-amministrativo e sono pertanto destinate immancabilmente all’insuccesso.

Le infelici vicende di questi anni del CISI, il Consorzio Intercomunale Servizi Ischia, nato per la gestione dei servizi idrici, non a caso il solo tentativo di intercomunalità isolana, non sono accidentali ma hanno origine nella varia conflittualità localistica, attualmente insuperabile perché strutturale, istituzionalizzata.

L’unico modello amministrativo idoneo per l’isola sotto tutti gli aspetti, teoricamente e praticamente indiscutibile, è il Comune Unico, cioè il Comune dell’Isola d’Ischia ottenuto mediante la fusione degli attuali comuni. Esso è insieme il compimento dell’unità di fatto dell’isola e la creazione di un soggetto politico di grande potenza amministrativa e progettuale. E, oltre che soddisfare in pieno l’istanza di centralizzazione, grazie alle Circoscrizioni risponde nel modo più adeguato anche a quella di decentramento.

Il Comune Unico non è solo il modello amministrativo teorico ottimale, è pure realisticamente l’opzione istituzionale obbligata se si vuole saltar fuori dal circolo vizioso politico-amministrativo. E’ l’unica forma in grado di superare le conflittualità particolaristiche e di consentire un’efficiente governabilità.

 

I vantaggi del Comune Unico. Sono innumerevoli. Possiamo compendiarli con l’espressione “maggiore valenza amministrativa”. Il Comune Unico può raggiungere obiettivi che gli attuali Comuni, anche messi insieme, non ottengono.

Elenchiamo i principali vantaggi:

  • unità e coerenza dell’azione politico-amministrativa a livello isolano

  • maggiore aderenza amministrativa al territorio grazie alle Circoscrizioni

  • razionalizzazione

    • dell’organizzazione amministrativa a livello centrale e distribuito

    • delle aziende miste e dei consorzi con maggiore coerenza e responsabilità nell’indirizzo e nel controllo

    • e miglioramento dei servizi e dei loro costi

    • e miglioramento dei servizi sociali per gli anziani e i giovani

  • semplificazione e qualificazione politica (riduzione cariche e maggiore selettività)

  • maggiore incisione nella:

    • nella difesa e nella promozione dell’immagine turistica

    • nella riqualificazione dell’ambiente

    • opere progettuali su scala isolana.

    • acquisizione di finanziamenti per investimenti

    • politica sanitaria isolana

    • pianificazione urbanistico-territoriale

    • politica dei trasporti e dei collegamenti

    • nei rapporti con gli enti locali pari o superiori

    • individuazione di interventi urbanistici di decongestionamento e di recupero

  • unitarietà e qualificazione della programmazione delle iniziative di cultura e spettacolo

  • maggiore supporto alle attività:

    • sportive;

    • associazionistiche e del volontariato

  • acquisizione incentivi finanziari, statali e regionali, previsti per la fusione dei comuni (per 10 anni un incremento del 20% delle entrate erariali degli attuali comuni)

Il Comune Unico e le identità locali. Anche dal punto di vista culturale e promozionale il Comune Unico non comporta alcuna perdita: non calpesta alcuna identità, alcuna tradizione, anzi con le Circoscrizioni di Decentramento può riconoscere identità ora non adeguatamente valorizzate.

E’ piuttosto l’attuale configurazione amministrativa che disconosce e calpesta un’identità molto sentita tra gli isolani: l’appartenenza all’isola, il loro essere isolani.

Le Circoscrizioni di Decentramento, quali forme di partecipazione, consultazione, gestione di servizi e di funzioni delegate possono meglio consentire l’autonomia e la difesa delle specificità locali con una amministrazione dedicata alle peculiarità.

Il Comune Unico e il riequilibrio interno. Il Comune Unico comporta di per sé un riequilibrio di tutto il territorio isolano, con una generale riduzione delle differenze interne, non verso il basso ma verso l’alto. Le aree meno sviluppate hanno solo da avvantaggiarsi nell’unirsi alle più avanzate. D’altra parte, le aree più sviluppate, prossime all’implosione, hanno una necessità fisica di decentramento.

Anche il rischio di aree trascurate per una politica squilibrata a favore di aree più potenti ha poche probabilità sia perché le circoscrizioni costituiscono anche un sistema di bilanciamento, sia perché l’isola per la sua unitarietà non può permettersi che il negativo di una parte si ripercuota sul positivo delle altre.

Il Comune Unico e la volontà popolare. Come è noto, in conformità alla normativa vigente, all’art. 133 della Costituzione, all’art. 60 dello Statuto della Regione Campania, e ai sensi della legge regionale n. 54 del 29.10.1974, l’istituzione di un nuovo Comune richiede la consultazione diretta della popolazione interessata mediante un referendum indetto dal Consiglio Regionale, previa acquisizione dei pareri dei Consigli Comunali dei Comuni interessati e del relativo Consiglio Provinciale.

Questo progetto di legge ha dunque bisogno del favore congiunto, oltre ovviamente del Consiglio Regionale, anche dei Consigli Comunali e del Consiglio Provinciale. Ma la richiesta che qui si avanza ai suddetti organi istituzionali locali è non tanto e non ancora che aderiscano al progetto, quanto piuttosto che si pronuncino favorevolmente a che la decisione circa l’istituzione del Comune Unico per l’Isola d’Ischia sia lasciata all’espressione referendaria della volontà popolare.

La costituzione del Comune Unico sarà per l’isola una riforma politico-amministrativa strutturale, una riforma di sistema che acquisterà una valenza ancora più forte perché nascerà dalla determinazione popolare. Pertanto potrà costituire la chiave di volta per l’innesto di un circolo virtuoso che invertirà la politica isolana da amministrazione di sussistenza, di tamponamento dei problemi con soluzioni parziali, di rimedio, ad una politica di avanguardia, di ricerca, di ottimizzazione, di ideazione di progetti avanzati.

L’obiettivo finale, di cui il Comune Unico è un obiettivo strumentale, è un’isola con un’elevata qualità di vita per i residenti e per gli ospiti, un’isola che, con le sue risorse naturali e storiche unite alla qualità di vita, diventi un modello nel corrente scenario di turismo globalizzato avanzato altamente competitivo.

Non in ultimo, il Comune Unico dell’isola d’Ischia equivarrà ad un evento di portata storica nell’Italia meridionale: un esempio di autodeterminazione al rinnovamento politico-amministrativo.

Tags: Comune Unico