Venerdì 25 Aprile 2014

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Reportage su Ponza, Altra Ischia

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Ponza il Faro

PONZA, l’altra Ischia, la colonizzazione della più importante isola delle ponziane da parte dei contadini ischitani del XVII secolo – cosa è rimasto della presenza ischitana in un’isola “napoletana” che ha avuto un collegamento marittimo regolare con Ischia, Procida e Napoli dal 1857 al 1976 cioè per 119 anni? Quale è oggi l’economia di Ponza? Quali sono i problemi sul tappeto di un’isola di circa 8 Km2 che passa dai 2700 abitanti durante la lunga stagione invernale ai 15mila turisti durante la breve estate? Come e da dove partirono nel 1734 i 130 coloni ischitani?

Dopo 275 anni dal viaggio di Mattia Mazzella, il primo colono proveniente dal villaggio di Campagnano nel Comune di Ischia, due giornalisti ischitani – Giuseppe Mazzella e Gianni Vuoso – in un lungo reportage di 16 pagine che appare sul numero di ottobre de La Rassegna d’Ischia, il periodico di ricerche e di temi turistici, culturali, politici e sportivi, diretto da Raffaele Castagna, raccontano il passato ed il presente di Ponza, l’altra Ischia.

Ponza – la più grande delle isole ponziane (8 Km2 ca.) – fu colonizzata da 52 famiglie ischitane per complessive 130 persone nel XVII secolo dopo esser stata praticamente disabitata per circa 2 secoli per le incursione saraceniche grazie ad un editto di Re Carlo III di Borbone del 30 ottobre 1734 con il quale venivano concessi in enfiteusi i terreni della casa reale che erano giunti grazie all’eredità di Elisabetta Farnese, madre di Carlo III.

Il “capopolo” fu un contadino del villaggio di Campagnano, Mattia Mazzella, che partì con la moglie Giulia Arcamone ed i suoi sette figli andando ad occupare la vallata di Santa Maria dove – come scrive lo storico di Ponza Giuseppe Tricoli nella sua “Monografia per le isole del gruppo ponziano” del 1855 – almeno 400 Mazzella suoi discendenti occupavano alla metà dell’Ottocento la valle che si affaccia proprio sul porto fatto costruire da Re Ferdinando II in soli undici anni dal 1768 al 1799, proprio l’ anno della fallita rivoluzione partenopea.

Due giornalisti ischitani – Giuseppe Mazzella e Gianni Vuoso – per la prima volta dopo 275 anni sono andati a vedere cosa resta di quella colonizzazione, se sono ancora rimaste le radici ischitane, i nomi, i costumi, le abitazioni, la cucina. Quali sono oggi i problemi civili di Ponza che dal 1931 fa parte della Provincia di Latina e quindi della Regione Lazio pur essendo un’isola completamente “napoletana”? Come vive la popolazione che nel lungo inverno sociale – che dura da ottobre a maggio – si riduce a circa 2700 abitanti per passare nella breve estate, che dura circa 70 giorni, a circa 15 mila dimoranti grazie alla nuova economica turistica?

Il lungo reportage di 16 pagine arricchito da numerose fotografie di personaggi e di panorami appare nel numero di ottobre de “ La Rassegna d’ Ischia” il periodico di ricerche e di temi turistici, culturali, politici e sportivi diretta da Raffaele Castagna.

I due giornalisti ischitani oltre a narrare la cronaca del viaggio del XXI secolo – reso possibile dal collegamento marittimo estivo della società SNAV a mezzo aliscafo – ed intervistare uomini di cultura fra i quali l’unico ed ultimo libraio-cartografo di Ponza, Silverio Mazzella discendente di Mattia che partì, invece, con la felucha sorrentina, ed amministratori fra i quali l’assessore alle finanze, Giuseppe Mazzella e l’assessora al turismo, Maria Civita Pagano, tracciano anche un excursus storico tra l’isola d’Ischia del XVIII secolo e Ponza avendo consultato oltre 15 volumi di storia locale delle due isole e del Regno di Napoli.

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