"Scendendo verso la marina, ecco apparire S. Angelo, chiuso nella sua pace. Sfuggito all'amplesso dell'Isola, primo fra tutto, spicca l'isolotto omonimo con le sue ripide scoscese sopra gli scogli dirupati e dilavati dalle onde, accessibile soltanto da Nord-Est a mezzo d'una lingua di sabbia lunga metri 119,50 e larga metri 30 che lo salda all'Isola. E' una roccia di origine vulcanica alta 105 metri. Un ciclopico altare verso il cielo, un altare dai mistici e storici fastigi dove s'instaurò il culto dell'Arcangelo Michele, l'Angelo protettore che ha dato nome al villaggio".
Don Pietro Monti (1915 – 2008), il prete-archeologo che scoprì, negli anni '50 del '900, che il pavimento della sua chiesa, il Santuario di Santa Restituta a Lacco Ameno, conteneva un tesoro di memorie antiche, così descrive S. Angelo nella sua opera poderosa sulla Storia e l'Archeologia dell'isola d'Ischia.





Non esiste solo il calcio. Il calcio che fa discutere animatamente la domenica, che riempie gli stadi diventando più che sport un vero e proprio business. C’è anche la scherma, quella di giovani atleti, con tanti valori e una grande passione. E’ proprio quella spada a colpire dritto al cuore i giovani intervenuti questa mattina al Palazzetto dello Sport F. Taglialatela per accogliere tredici atleti della Nazionale Italiana di Spada Maschile e Femminile in ritiro sull’isola fino a sabato.
Con il decreto dirigenziale n° 603 del 19 dicembre 2011 la Regione Campania ha pubblicato il bando per l'attuazione della misura 4.1 del Fondo Europeo per la Pesca 2007-2013.
Circa tremila anni fa’ i Greci d’Eubea, sbarcando ad Ischia nella Baia di San Montano, fondarono proprio su questa terra la loro città Pithecusa. Fu questo l’inizio della storia millenaria di civiltà di questi luoghi in quanto l’isola d’Ischia divenne l’avamposto greco per i commerci con le popolazioni italiche. Fu probabilmente la prima colonia greca nel Mediterraneo occidentale, senz’altro la più settentrionale, l'inizio della Magna Grecia, perché proprio da qui partirono i Greci che fondarono sulla terra ferma prima la città di Cuma e poi quella di Neapolis. Ad Ischia poi fu rinvenvenuta dall’archeologo Giorgio Buchner un piccola coppa, la così detta Coppa di Nestore su cui è inciso il più antico testo scritto rinvenuto in Occidente:
