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Welcome to Ischia

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Tra le incantevoli isole che chiudono a cerchio il golfo di Napoli, Ischia non é soltanto la più grande ma è anche la più varia per le tante e continue scoperte che riserva a chi è veramente intenzionato a conoscerla a fondo.

Quest'isola, di forma trapezoidale, di circa 46 chilometri quadrati, con uno sviluppo costiero di circa 34 chilometri, gode di una tra le più privilegiate posizioni geografiche del mondo ed é, conseguentemente, uno dei luoghi più favoriti dal punto di vista climatico. In essa spiagge ampie e assolate si alternano a riposanti pinete mentre la campagna e le verdi colline, le balze rocciose del dominante monte Epomeo, la cui vetta raggiunge i 789 metri sul livello del mare, creano una varietà infinita di paesaggi da godere ed offrono molteplici possibilità di ritempranti passeggiate e attraenti escursioni. L'isola d'Ischia, di origine vulcanica, racchiude infine nel suo sottosuolo, come affermava già Strabone, autentiche "miniere d'oro" per la straordinaria efficacia curativa dei suoi otto bacini termominerali e delle sue ancor più numerose sorgenti, stufe, fumarole ed arene.

La sua popolazione vive oggi essenzialmente dell'industria dell'ospitalità e del turismo, tesoreggiando le risorse climatiche e termominerali. Buona parte di essa sui versanti occidentali e meridionali é peraltro ancora dedita all'agricoltura, nel cui campo predomina la coltura della vite, importata nell'antichità ad Ischia dai migranti Calcidesi ed Eretrii d'Eubea. Ottimo é naturalmente il vino d'Ischia, che é stato, tra l'altro, il primo vino in Italia ad ottenere la denominazione di origine controllata ed é ottimo accompagnatore del piatto isolano per eccellenza, il coniglio, con il quale gli autentici ischitani usano ancor oggi festeggiare gli avvenimenti più lieti. In tutti i comuni costieri si ritrovano ancora, tra le linde casette di stile mozarabo che si affacciano verso le marine, gruppi di pescatori pazientemente intenti a preparare le reti per la pesca notturna. La loro visione recherà nuovamente alla memoria, con i miti più antichi, le pazienti attese dei marinai dell'Eubea e della Fenicia, che certamente per primi conobbero Ischia, l'amarono, vi posero porti e case. Oggi l'isola é amministrativamente divisa nei sei comuni di Ischia, Casamicciola Terme,Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano che via via incontreremo nel nostro giro dell'isola in senso anti orario.

Ischia è città antichissima, conosciuta fin dalle remote età per l'industria dei vasi di creta dai quali, secondo quanto narra Plinio, l'Isola trasse uno dei suoi nomi Pithaecusa. Originariamente la sua città sorgeva dove ora si allarga lo specchio d'acqua del porto. Fu l'eruzione del 302 avanti Cristo ad ingoiare il suo borgo antico, originando il lago naturale, trasformato nel 1854 da Ferdinando II di Borbone nell'attuale porto.

Del lago, detto "del Bagno", come era oltre 150 anni fa', con la sua acqua salmastra rinnovata da sotterranee comunicazioni con il mare aperto, non è rimasta che un'unica immagine conservata nella Reggia di Caserta: una tempera eseguita dal pittore di corte Filippo Hackert, che godeva fama di grande paesaggista. Raccolta intorno al suo porto, nato, come si è detto, dall'ingresso del mare in un cratere vulcanico, Ischia costituisce il centro più popoloso dell'Isola. Ad Ischia si praticano i bagni di mare e quelli termali, oltre a respirare l'aria balsamica d'una vasta e bellissima pineta. Collegato ad Ischia da un ponte, sorge dal mare a poca distanza il monumento più importante di tutta l'Isola: il Castello Aragonese, che per lunghi secoli vide arroccata nelle sue mura l'intera popolazione ischitana, per difendersi dalle invasioni corsare. Al Castello é legato il ricordo della grande poetessa rinascimentale Vittoria Colonna, che in esso andò sposa a Ferrante D'Avalos, diventando così la "Signora d'Ischia".

Casamicciola Terme invece si adagia sulla costa settentrionale dell'Isola, in parte sul mare e in parte sui verdi colli retrostanti. La cittadina gode di case e ville circondate da giardini, alcune legate a ricordi storici, come villa Ibsen, dove soggiornò e lavorò il grande drammaturgo norvegese, e villa Zavota, che ospitò Garibaldi quando venne a curare i postumi della sua ferita d'Aspromonte con le acque e i fanghi del "Gurgitello".

Casamiccola Terme, come lo stesso nome ci indica, fonda il suo sviluppo turistico - di data tutt'altro che recente - sulla abbondanza e sulla efficacia delle risorse idrotermali. La città gode il favore di una clientela grata e affezionata, che ogni anno accorre alle sue fonti come ad una autentica riserva di salute per i mesi invernali. Casamicciola ha poi a disposizione la sua dolce spiaggia e la quiete delle sue alture, da cui si godono panorami di grande suggestione.

Oltre Casamicciola, proseguendo lungo la bellissima litoranea, si incontra Lacco Ameno. La cittadina si estende dai bordi di una animata baia fino alle colline che la circondano ed é frammezzata di giardini, orti e vigne. I piccoli promontori oltre essa e le colline più basse terminano in modo meraviglioso con l'Epomeo che stupisce per la sua altezza, i suoi precipizi e l'arditezza dei suoi contorni. Sulla destra il mare sembra un grande lago, in cui uno scoglio dalla forma singolare - il notissimo "fungo"- dà al visitatore l'avviso che é giunto alla meta. Lacco Ameno vanta le acque termali con il più alto coefficiente di radioattività che finora si conosca. Per questa caratteristica e per i pregi eccezionali del clima, questo ridente centro isolano conta oggi una clientela di alta qualità, proveniente da ogni parte del mondo. Lacco é ricco anche di resti archeologici e si consigliano visite al Museo archeologico di Villa Arbusto ed alla Basilica di Santa Restituta, sede di rinvenimenti paleocristiani con annesso museo. La tradizione vuole che prima di mettere piede a Cuma e di fondare Napoli, quella che fu la capitale politica e religiosa della Campania greca, i Greci, venuti dalla lontana Eubea, sbarcassero sull'isola nella magnifica insenatura di San Montano, un'oasi di celestiale bellezza.

Poi viene Forio, il centro più importante della parte occidentale dell'Isola fin dalla preistoria e dal tempo dei Romani, che sfruttarono le acque termo-minerali del luogo, specialmente quelle di Citara, la cui spiaggia fu dedicata al culto di Venere Citarea e di Apollo risanatore. Bagnandosi per più giorni di seguito in queste acque la vestale Cecilia Metella riacquistò gioventù e salute. Esposta più degli altri punti dell'Isola alle invasioni, innalzò, più per difesa che per sola vedetta, sedici torri costiere, delle quali la più eminente é il "Torrione" nel cuore stesso della cittadina.

Forio é, tra i sei Comuni dell'Isola, quello che gli stranieri conoscono ed amano di più "al naturale", per la bellezza delle sue spiagge, per il verde del quale é ricca, per un ambiente naturale dove bellezza, storia, turismo e poesia riescono ad andare d'accordo.

A seguire in collina Serrara Fontana che, tra le località interne dell'isola, é dotata di un fascino agreste tutto particolare, cui accrescono suggestione gli immensi e incantevoli panorami. Posto a oltre 400 metri sul mare, a sud del massiccio vulcanico dell'Epomeo, l'abitato é tipicamente contadino. Dalla rotonda belvedere, che si apre su una delle più ampie vedute dell'Isola, si ammirano in primo piano il suggestivo villaggio di pescatori e il promontorio di Sant'Angelo, con le due sue piccole baie. Sant'Angelo è l'unica gemma marina di Serrara Fontana, paese preminentemente agricolo, una gemma invidiata da tutto il mondo! Un paesello di umili case di pescatori con una spiaggia unica per bellezza, baciata dal mare su due lati. All'orizzonte, dall'alto di Serrara, si scorgono, sulla distesa infinita del mare, Capri e la Penisola Sorrentina. Il luogo offre la possibilità di varie gite ed escursioni ma, fra tutte, interessantissima é quella alla valle di Cavascura, dove una poderosa sorgente termale, sgorgante dalla roccia alla temperatura di 100 gradi, alimenta un singolare stabilimento termale, scavato nella pietra viva. Alle terme di Cavascura affluiscono numerosi gli ospiti di ogni paese, interessati non solo alle virtù terapeutiche, ma al singolare spettacolo della natura.

Non meno interessante é l'escursione all'Epomeo, che i turisti preferiscono compiere di notte per assistere dalla vetta del monte al magico spettacolo dell'alba, dell'aurora e del sorgere del sole. Scegliendo una notte di plenilunio si vedrà Forio nella candida luce come una città orientale e il tramonto del satellite nel mare. Il nome "Epomeo" ha un bellissimo significato: vedere dall'alto panoramicamente. Ed in effetti dalla più alta vetta del gruppo montagnoso, posto dalla natura a guardia del golfo di Napoli, l'occhio abbraccia a 360 gradi un panorama mozzafiato.

E proseguendo sempre sul versante sud il nostro giro dell'isola, tra verdi colline a 200 metri sul livello del mare incontriamo Barano, con il suo clima mite e asciutto in ogni stagione dell'anno, che, pur essendo un paese tipicamente agricolo, ha nella magnifica marina dei Maronti il suo sbocco sul mare, una spiaggia ricca di sorgenti termali e fumarole che innalzano i loro vapori dalla sabbia infuocata. Le sorgenti più note della zona di Barano sono quelle dei Nitrodi e di Olmitello. Barano è famosa anche per una tipica manifestazioni del folclore isolano che catalizza l'attenzione di tanti forestieri che numerosi raggiungono la frazione di Buonopane per assistere a la " 'Ndrezzata", una delle più antiche danze guerriere del Mediterraneo che, tramandata di padre in figlio, mantiene senza dubbio accesa quella fiamma della memoria che diventa momento di scambio e conoscenza della tradizione.

Autore di questo articolo: Enrico Deuringer

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