Giovedì 23 Ottobre 2014

Ultima modifica:12:20:18 GMT

Font Size

Screen

Profile

Layout

Direction

Menu Style

Cpanel
Tu sei qui: Home Rubriche La vita ed il pensiero del poeta del socialismo italiano e della moglie Ena

La vita ed il pensiero del poeta del socialismo italiano e della moglie Ena

  • PDF
copertina-lombardi

Carlo Patrignani è un giornalista italiano che ha superato la cinquantina e che lavora a Roma all’Agenzia Giornalistica Italia (AGI), la seconda agenzia di stampa nazionale dopo l’ANSA, con la quale ho collaborato dal 1978 al 1980 stringendo indimenticabili rapporti di amicizia con i redattori da Napoli Eugenio Ciancimino,Salvatore Testa ed il caro Efisio Serra morto giovane nel pieno dell’attività a Roma. Patrignani ha letto un mio articolo su ischianews.com del 30 aprile sulle “riforme incompiute e quelle negate sulla strada del postmodernismo” dove mi soffermo su quella straordinaria stagione, che va dagli anni ’60 agli inizi degli anni ‘80 del ‘900, di proposte riformiste avanzate soprattutto dai socialisti del PSI impostate sull’avvio della politica di “Programmazione Economica” vista come unica “Terza Via” tra il liberismo ed il comunismo per realizzare una società più giusta e più umana. Cito nell’articolo i padri nobili di quella “Terza Via” che furono Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti, Giorgio Ruffolo e così Patrignani ha voluto mandare il suo libro sulla vita e l’opera di Riccardo Lombardi (Regalbuto 16 agosto 1901 – Roma 18 agosto 1984) e di sua moglie Ena Viatto che gli fu vicino per 52 anni e che per lui lasciò il primo marito Girolamo Li Causi, comunista, partigiana “fenicottero” cioè “postina” della Resistenza..

Il libro – edito da un piccolo editore romano L’Asino d’oro nel 2010 – si intitola “Lombardi e il Fenicottero”. Contiene una prefazione del leader radicale Marco Pannella ed una serie di interviste allo stesso Pannella, a Michele Ciliberto,a Giorgio Ruffolo, a Tullia Carettoni. Non è solo una biografia ma è un vero e proprio trattato di storia politica e di storia economica di oltre 200 pagine con una ricchissima bibliografia oltre ad un contenitore di memorie personali – il rapporto di forte stima dell’autore con il protagonista del libro – che ne fanno un testo complesso che deve essere letto con grande attenzione soprattutto da chi – come me - ha vissuto con passione quegli anni di impegno politico e civile con piena condivisione della Terza Via e che anzi ritiene che essa è straordinariamente attuale al tempo della terza rivoluzione industriale, della seconda globalizzazione e dello straordinario progetto dell’Europa Unita, l’unico caso della Storia di un processo di unificazione economica prima di una unificazione politica.

Patrignani mi ha inviato una e-mail per dirmi che non sopportava più il silenzio sull’opera di Riccardo Lombardi a 25 anni dalla morte ed a 18 anni dalla morte del PSI dopo la vicenda di “tangentopoli” del 1992. Il PSI – il partito al quale Lombardi aveva aderito nel 1947 dopo lo scioglimento del Partito d’Azione del quale era stato segretario nazionale e per il quale era stato primo Prefetto di Milano liberata e Ministro dei Trasporti nel Governo Parri – morì travolto dagli scandali proprio nell’anno del suo centenario ma forse era già morto con Lombardi nel 1984 che Patrignani chiama “il Poeta del socialismo italiano”. Lombardi lo aveva capito e parlando per l’ultima volta al Comitato Centrale del PSI il 30 giugno 1984 disse che il PSI “era diventato il partito delle tavole rotonde ma che era assente dai drammi collettivi, dalla carcerazione, dal problema dei disoccupati, dai movimenti” finendo con la previsione, con anni di anticipo su tangentopoli: “un PSI così non ha motivo di esistere”. Lombardi al PSI aveva dedicato 47 anni della sua vita politica per la quale aveva rinunciato ad una più sicura carriera professionale – era ingegnere industriale - senza possedere nemmeno una casa. Nel PSI era il leader della “componente di sinistra” che se da un lato voleva rimarcare senza tentennamenti l’ “autonomia” del PSI all’interno della sinistra dall’altro non voleva tranciare i legami con il PCI ed anzi insisteva affinchè il PCI fosse “associato” al suo progetto di “riformismo rivoluzionario” con le sue celebri espressioni come quella di “cambiare i pezzi del motore in moto” per indicare che il capitalismo doveva essere cambiato con il metodo democratico e nel rispetto della Costituzione e soprattutto come quella definizione di se stesso, “a-comunista”, non contro né a favore del PCI non dimenticando mai cioè la sua patria politica di origine, il Partito d’Azione di Carlo Rosselli e di Ferruccio Parri. Il PSI, che con la svolta di centro-sinistra nel 1963 subì due scissioni a sinistra con il PSIUP e la Sinistra Indipendente non fu mai abbandonato da Lombardi, ma abbandonarono il loro leader i suoi “pupilli” Fabrizio Cicchitto, Claudio Signorile, Gianni De Michelis, tanto che il vecchio Ingegnere si rese conto negli anni ’80 della “mutazione genetica” dei nuovi socialisti nati con la direzione di Bettino Craxi che trasformò completamente il partito in nome di una “governabilità” ad ogni costo facendolo diventato un partito di “nani e ballerine” come lo definì un altro socialista di vecchio stampo come Rino Formica. Questa mutazione genetica fece soffrire molto Lombardi con “tanti socialisti in galera” che ormai si erano completamente omologati ai democristiani, ai liberali, ai socialdemocratici con la “democrazia bloccata” del pentapartito DC-PSI-PLI-PSDI-PRI che governava senza l’“alternativa democratica” per la doppia pregiudiziale nei confronti della destra, il MSI, e la sinistra, il PCI, con la costituzione del famoso “arco costituzionale”.

Il libro di Patrignani – che cercheremo di presentare questa estate ad Ischia con una giornata di studio a Lombardi, alla sua opera e a quel ventennio 1972-1992, di riforme negate anche con i riflessi locali – rende omaggio ad una figura eccezionale della politica italiana e ripropone con forza l’attualità di un pensiero che deve essere riproposto proprio nel nostro tempo il quale richiede non solo la rivalutazione della Politica ma l’applicazione di una Programmazione Economica con un dirigismo pubblico dopo un ventennio di liberismo sfrenato che ha portato non solo ad un enorme degrado morale ma ad una disoccupazione giovanile altissima e senza possibilità di occupazione futura.

Se c’è un punto fermo nel pensiero di Lombardi, una preoccupazione costante in tutta la sua azione politica, è il dramma della disoccupazione che deve essere risolto solo con più Stato e meno mercato e non viceversa.

Per 52 anni gli è stata vicino questa donna intelligente, colta, molto diversa da lui che credeva invece al comunismo alla sua maniera ma che ha sorretto fino all’ultimo l’uomo che amava.

Ena morì due anni dopo Riccardo, il 10 di novembre, il mese più triste dell’anno.

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Autore di questo articolo: Giuseppe Mazzella

Mostra altri articoli di questo Autore