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I tempi della politica e la lezione di Augusto

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Augusto Guerriero

Quando si prendono certe “lezioni” – da un libro, un giornale, un oratore – nell’età dell’apprendimento o della formazione giovanile si “infilano” nella nostra memoria – il cervello ed il cuore – e non ne escono più. Diventano pietre, macigni, montagne sulle quali costruisci tutto il resto della tua impostazione di vita.

Avevo meno di vent’anni quando fui affascinato dal giornalismo. Avevo meno di vent’anni quando leggevo con avidità ed ammirazione il  mensile e poi settimanale “Panorama” di Lamberto Sechi ed “Epoca” di Enzo Biagi. Rimanevo affascinato dalle analisi di Giorgio Galli, di Guido Calogero e di Augusto Guerriero.

Augusto Guerriero era negli anni ‘60 del ‘900 il più bravo giornalista italiano esperto di politica estera ed editorialista del “Corriere della Sera”. Guerriero teneva su “Epoca” – che allora era il più bel settimanale della Mondadori – una rubrica intitolata “Le Memorie dell’Epoca” e si firmava con lo pseudonimo “Ricciardetto” con una corrispondenza con i lettori.

Per spiegare la sua concezione sui “tempi della politica” rispondendo alla domanda di un lettore  ricordò la sua partecipazione ad una conferenza stampa a Roma del primo dei due presidenti della IV Repubblica francese, Auriol, alla metà degli anni ‘50 nel corso della quale Auriol annunciò che “la riunificazione della Germania si farà”. Si era in piena “guerra fredda”, il mondo era diviso in due blocchi e l’Europa Unita una chimera.

Guerriero rispose a sua volta ad Auriol: Signor Presidente, la riunificazione della Germania si farà ma quando si farà? Perché se fra dieci anni è giusto dire: si farà ma se fra venti anni e più giusto dire oggi: non si farà. Perché le previsioni in politica durano nel giro di una generazione. Quello che accadrà fra vent’anni è come se oggi non dovesse mai accadere”. (citato a memoria).

La riunificazione della Germania si è fatta ma soltanto nel 1990 almeno 40 anni dopo quella conferenza stampa e Guerriero ed Auriol erano morti almeno da vent’anni. La Germania riunificata non l’hanno mai vista.

Quella lezione di Guerriero mi è rimasta impressa nella mente in maniera indelebile. Così sono convinto da allora che la politica ha tempi brevi e non lunghi. Anche il più grande economista del secolo XX, John Mynard Keynes, era della stessa opinione di  Guerriero. Nel suo celebre trattato sulla moneta Keynes afferma che “il lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine siamo tutti morti”.

Insomma sia che sia politica estera o che sia politica economica e finanziaria la guida saggia è affrontare e risolvere i problemi nel tempo breve e nel giro di una generazione.

Nel caso dell’isola d’Ischia abbiamo sul tappeto da almeno 43 anni QUARANTATRE anni il problema del PIANO REGOLATORE GENERALE. Predisposto, ai sensi della legge urbanistica, dall’Ente per la Valorizzazione dell’Isola d’Ischia (EVI) nel 1968 doveva essere “adottato” dai sei Comuni ed “approvato” dal Ministero dei Lavori Pubblici (non c’erano ancora le Regioni). NON E’MAI ANDATO IN VIGORE!!!!!

Nel 1972 l’Ente di Diritto Pubblico EVI – che gestiva l’acquedotto e la promozione turistica – fu liquidato per cessazione di termine. La competenza passava alla Regione. La Regione in  39 anni TRENTANOVE anni non ha  mai costituito l’Azienda di Promozione Turistica ed approvato una legge per l’organizzazione turistica sub-regionale. Record nazionale.

Nel 1995 viene approvato il Piano Urbanistico Territoriale ai sensi della nuova Legge Galasso del 1984 dal Ministro dei Beni Culturali, Antonio Paolucci, tecnico di un Governo tecnico, che esercita i poteri sostitutivi della Regione  Campania  che in UNDICI anni non è stata capace di fare un Piano Paesistico!!!! Record Nazionale.

Il Piano Urbanistico Territoriale dell’isola d’Ischia VIETA ogni nuova costruzione. Demanda ad un “piano di dettaglio “l’esame delle pratiche dei due condoni edilizi 1984 e 1994 da mettere a punto in UN ANNO. Sono passati SEDICI anni e NON è mai stato approvato un piano di dettaglio dei due condoni edilizi: le pratiche sono VENTIMILA. Qualche Comune ha avviato l’esame con “protocolli di intesa” con la Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ma non c’è un piano per tutta l’isola.

Il Comune Unico – oltre ogni altro fondato motivo -  nasce da questa esigenza di DIRITTO per la generazione vivente.

Nel tempo lungo saremo tutti morti.

Casamicciola, 4 giugno 2011-06-04

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