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Convegno sul condono edilizio

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Si terrà a Lacco Ameno all’Hotel Regina Isabella sabato 8 ottobre con inizio alle 9 un convegno sui “problemi irrisolti del condono edilizio 25 anni dopo la legge 47/ 1985: problematiche e soluzioni operative per le pubbliche amministrazioni e gli operatori”. Il convegno – che secondo il programma di presentazione durerà tutta la giornata – prevede la partecipazione di politici, amministratori,avvocati, magistrati ed è organizzato dall’Unione Nazionale dei Tecnici degli Enti Locali.I riferimenti alle leggi di condono edilizio sono stati  rigorosamente riportati nel programma di invito. Si inizia con una relazione del prof. avv. Lucio Iannotta sull’ “evoluzione normativa del condono edilizio e la disciplina regionale campana”poi  si continua sull’”istruttoria delle pratiche di condono”con l’intervento dell’avv. Giuseppe Ruta. Questo per la seduta mattutina. La seduta pomeridiana (ore 14.30) prevede la discussione sulle “conseguenze del mancato rilascio del condono edilizio”con l’intervento di due magistrati, il dottor Aldo De Chiara, procuratore aggiunto alla sezione Ambiente e Urbanistica della Procura di Napoli e del dottor Marco Catalano, sostituto procuratore della Corte dei Conti ed ancora una relazione del dottor Giuseppe Chinè, capo ufficio legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze sull’”alternative alla legittimazione dell’opera abusiva realizzata”. Infine le conclusioni saranno affidate all’on. Aurelio Misti, vice Ministro del Ministero delle Infrastrutture mentre il programma prevede all’inizio (ore 9.30) l’intervento dell’assessore regionale della Campania all’Urbanistica, Marcello Taglialatela.

Il convegno appare di grande livello dottrinario e politico. Dovranno essere esaminati in tutti gli aspetti tutte le varie leggi e leggine, nazionali e regionali, che disciplinano la materia e la cosa appare titanica in un settore che un fine giurista come il nostro notaio Nino Arturo ha definito un “letamaio giuridico”. Sarà molto interessante conoscere la posizione della Regione Campania  attraverso l’assessore all’urbanistica il quale aveva promesso il nuovo piano urbanistico regionale entro lo scorso mese di giugno e del Governo il quale è chiamato a mettere in pratica un ordine del giorno -  che la maggioranza di centro-destra ha votato in Parlamento- con il quale il Governo dovrà riaprire i termini del terzo condono edilizio (2003) ed applicarlo anche alle aree di interesse ambientale come quella dell’isola d’Ischia.

L’espressione di Medea nell’opera di Seneca “Cui prodest?”e cioè a chi giova? Si può applicare con faciltà anche a questo convegno perché il quadro politico nazionale e regionale è permanentemente instabile nella sua “stabilità”e perché i convegni  non possono essere esaustivi. Tuttavia l’assise dell’Unione dei Tecnici degli  Enti Locali è di grande importanza e non poteva essere scelta località migliore per denunciare l’insostenibilità della situazione urbanistica nelle aree di interesse ambientale ma di grande sviluppo economico legato al turismo.

Il caso dell’isola d’Ischia, la più importante località turistica della Campania con oltre 40mila posti letto, è sotto gli occhi di tutti ed a mio parere – come ho già espresso nel mio libro – da questa situazione si esce solo con una Legge Speciale che  affidi la responsabilità della Pianificazione Territoriale esclusivamente ai Comuni sotto il coordinamento e la vigilanza della Regione eliminando  l’intervento delle Sovrintendenze, i cui pareri obbligatori sui Piani finiscono per essere vincolanti  vanificando i poteri di pianificazione della Regione e dei Comuni , mentre bisogna escludere qualsiasi intervento di partecipazione  al processo di redazione dei Piani della Provincia per il semplice fatto che non è un intervento deliberante o sovraordinato.

Ho già avuto modo di ricordare  su ischianews.com  lo scorso 5 aprile nell’articolo “la relazione dimentica”i dati quantitativi – comunque non esaustivi della consistenza dei due condoni edilizi contenuti della proposta di Piano Urbanstico Territoriale dell’isola redatta ormai circa 10 anni fa dallo studio Ferrara di Firenze per conto dei sei comuni ischitani. Non ritengo superfluo ripeterli:

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“Negli ultimi  50 anni la superficie agricola è scesa dal 77% al 16, 6% e quella incolta è passata dal 18,21% al 47, 4% mentre la superficie urbanizzata è salita dal 4,82% al 36%. Ma i dati sono di oltre un decennio fa e non tengono conto del fenomeno sommerso dell’abusivismo”. L’attività edilizia dal 1951 al 1991 si è accentuata al punto tale che a Barano e Serrara-Fontana le abitazioni sono pressocchè raddoppiate mentre negli altri Comuni sono addirittura triplicate. Complessivamente i vani sono quintuplicati con valori del 710% a Lacco Ameno e del 606% a Forio. La maggior parte dei vani non  è occupata stabilmente in quanto essi sono utilizzati soltanto per le vacanze (28.288 è il numero dei vani non occupati raggiunto nel 1991 di cui il 66,8% a scopi non residenziali); ad una crescita edilizia di tale misura ha contribuito il “condono edilizio”(legge 47/1985) che nell’isola d’Ischia conta attualmente ben 12.017 domande presentate più ulteriori 8.237 domande dovuto al secondo condono-appendice (DL n.551/1994) a cui devono essere aggiunti i dati relativi all’abusivismo effettuato dopo il 1985 e non suscettibile di sanatoria”.

La relazione precisa che si tratta di “grandi numeri”che “denotano come la situazione sia giunta a livelli di saturazione tali da rendere impraticabile un ulteriore appesantimento del carico urbanistico”.

“Questi processi – sottolinea ancora la relazione al Piano Ferrara -  sembrano condurre progressivamente lo sviluppo dell’isola alla non-sostenibilità con conseguente aumento del rischio idrogeologico, produzione di eco mosaici sempre più artificializzati e frammentati, squilibrio nell’uso delle risorse, perdite indebite di funzioni primarie”. La relazione esprime l’opinione degli autori secondo la quale “la proposta di Piano Urbanistico Territoriale  mira a riconvertire in positivo i danni arrecati all’ambiente”poiché “il peggior impatto ambientale si avrebbe se tutto rimanesse com’è “e di fatti così è avvenuto.

Se quindi non si vuole realizzare una “macelleria edilizia”con abbattimenti di fabbricati illegali allo stato delle leggi  ma si vuole avviare un recupero possibile  di tutto il patrimonio edilizio comunque realizzato ma nel contempo avviare una “Pianificazione Possibile”bandendo un  vincolismo  ambientale assoluto – facile soluzione da parte delle Soprintendenze -  perché incompatibile con un sistema economico di sviluppo turistico costituito da 3mila imprese e 13 mila lavoratori stagionali  la soluzione non può che essere una Legge Speciale che responsabilizzi i Comuni con efficienti UFFICICI DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA. Un ritorno cioè alla POLITICA DI PIANO capace di coniugare la difesa ambientale con le esigenze dello sviluppo economico e sociale già in fortissima crisi nel nostro Mezzogiorno.

Se il convegno di Lacco Ameno – oltre alla discussione sull’ennesimo  provvedimento-tampone per l’applicazione di un terzo o quarto condono che blocca le demolizioni ma non risolve il problema del risanamento ambientale – impegnerà il Governo, attraverso il suo rappresentante, a guardare oltre un”decreto-salvaruspe”forse può ritornare la speranza per una società più giusta.

Gioverà a tutti e soprattutto ai nostri figli.

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Casamicciola 4 ottobre  2011

Fonti: proposta di Piano Urbanistico Territoriale dell’isola d’Ischia-relazione tecnica-terza fase-ferrara associati-studio di progettazione ambientale – prof. Arch.Guido Ferrara – 25 marzo 2002;

G. Mazzella – Ischia, Luci e Ombre sullo Sviluppo – OSIS (2010)

Autore di questo articolo: Giuseppe Mazzella

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