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Dipingendo Ischia nell’estate di novembre

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I pittori tedeschi ad Ischia Ponte
La prof.ssa Doris Rudel  ad Ischia Ponte
La prof.ssa Doris Rudel  con  il nostro Giuseppe Mazzella
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Doris Rudel è  insegnante d’arte in un liceo di Norimberga in Germania. E’ venuta ad Ischia con un gruppo di colleghi tedeschi su iniziativa di Eckhard Zylla, pittore e gallerista di Monaco di Baviera. Eckhard viene ad Ischia da anni ed ogni anno organizza una vacanza-studio per amici e colleghi sempre alla fine di ottobre e gli inizi di novembre  “perché – dice – questo è il periodo  migliore per conoscere ed apprezzare Ischia da ogni punto di vista. Il clima è mite ed i panorami sono più chiari così come sono più lenti e silenziosi  i ritmi della natura e degli uomini”.

Quest’anno il gruppo è di 10 persone ed alloggia all’Hotel Royal Palm di Forio. Tutti pittori che muniti di  cavalletto e colori vanno alla scoperta degli angoli più suggestivi dell’isola e li  ritraggono con i loro colori.

Li incontro martedì  1 novembre in una stupenda giornata di sole in cui  il termometro segna 20 gradi sul molo di Ischia Ponte o Borgo di Celsa intenti tutti a ritrarre quell’angolo del Borgo con il suo caseggiato, contenitore di secoli di Storia,  dove spicca la cupola della Cattedrale.

“Faremo una mostra degli acquarelli di Ischia a Monaco questo inverno” mi dice Eckard che sottolinea “il fascino particolare di quest’isola dove un artista ritrova se stesso con una immensità di sensazioni”.

Gli artisti tedeschi hanno sempre amato l’isola d’Ischia. La colonia degli artisti  cominciò ad insediarsi nell’isola agli inizi degli anni ‘50 del ‘900 soprattutto a Forio ed a S. Angelo. Il Bar di Maria a Forio divenne il ritrovo di artisti come Werner  Gilles (1894 -1961)  e Eduard   Bargheer (1901 -1979)   e di decine di altri  uomini di cultura – scrittori, poeti, pittori – e Maria Senese che Elsa Morante chiamava “la caffettiera gentile e galante” li accoglieva tutti con la sua straordinaria umanità.

Il gruppo portato quest’anno da Eckhard si inserisce in questo lungo legame affettivo che lega la Germania ad Ischia. E’ un legame ultrasecolare.

“Siamo arrivati da tre giorni e resteremo fino a sabato e cercheremo di vedere e di dipingere quanto più è possibile” dice Eckhard.

Ieri il gruppo ha dipinto Forio, quell’angolo che sta  sulla strada provinciale per Citara e  che si chiama “lo scoglio degli innamorati”. Oggi è la volta del Borgo di Celsa.

Doris è la prima volta che viene ad Ischia e ne è rimasta incantata.

“Ai miei studenti farò vedere i miei quadri e cercherò di trasmettere le mie emozioni” mi dice nel suo perfetto inglese.

Al tempo del turismo di massa, delle vacanze mordi e fuggi, c’è ancora spazio per Ischia per un turismo culturale, per turisti che  la scelgono per i suoi panorami e per la sua “storia vivente”, al sole di ottobre e di novembre dove l’autunno è un’estate inoltrata  senza il rumore della folla.

E la natura sembra ricambiare questa scelta fuori stagione. Sembra una giornata d’estate ma tutto è più silenzioso e più calmo . L’umanità sembra partecipare alla felicità della natura. Gli ischitani e gli altri turisti  si avvicinano al gruppo degli artisti con gioia e curiosità ammirando gli acquerelli che porteranno gli angoli di Ischia del sole di novembre  in Germania.

Mi viene in mente – chiudendo – la bella poesia di  Wystan Auden (1907 – 1973)   scritta quando lasciò per sempre Ischia nell’estate del 1958 dopo un soggiorno di quattro anni  e che chiamò “addio al Mezzogiorno”: “sebbene non sempre si possa sapere perché si è stati felici non ci si dimentica di esserlo stato”.

Borgo di Celsa, martedì 1 novembre 2011-11-01

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