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Gli anni di Enzo

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Enzo Mazzella

Gli anni ‘80-’90 del sacco d’Ischia e delle “grandi opere”e l’omologazione politica. Il decennio 1980-1990 può forse indicarsi come quello del grande sacco di Ischia cioè della massima espansione dell’incremento edilizio. Ma non solo. Nel 1981 –secondo il dato del censimento – vi erano 69.560 vani con un incremento del 269% rispetto a 30 anni prima in cui i vani censiti nei sei comuni complessivamente  ammontavano a 18.843.Nel 2005 la relazione che accompagna la relazione la proposta del Piano Urbanistico Territoriale per iniziativa dei sei Comuni dello studio Ferrara di Firenze scrive che “l’attività edilizia dal 1951 al 1991 si è accentuata al punto tale che a Barano e Serrara-Fontana le abitazioni sono pressoché raddoppiata mentre negli altri Comuni sono addirittura triplicate. Complessivamente i vani sono quintuplicati con valori del 710% a Lacco Ameno e del 606% a Forio. La maggior parte  dei vani non è occupata stabilmente in quanto essi sono utilizzati soltanto per le vacanze (28.288 è il numero dei vani non occupati raggiunto nel 1991 di cui il 66,8% a scopi non residenziali);ad una crescita edilizia di tale misura ha contribuito il condono edilizio (legge 47/85) che nell’isola d’Ischia conta attualmente ben 12.017 domande presentate più ulteriori 8.237 domande dovute al secondo condono-appendice (DL n. 551/1994) a cui devono essere aggiunti i dati relativi all’abusivismo effettuato dopo il 1985 e non suscettibile di sanatoria”.

La relazione al Piano Urbanistico Territoriale dell’arch. Guido Ferrara precisa che si tratta di “grandi numeri”che “denotano come la situazione sia giunta a livelli di saturazione tali da rendere impraticabile un ulteriore appesantimento del carico urbanistico”. Il Piano Ferrara è un altro studiourbanistico “abbandonato”mai approvato. Il costo di redazione è caduto interamente sui bilanci dei sei Comuni. L’idea di una “iniziativa per il Piano Urbanistico da parte dei Comuni”fu dell’urbanista Sebastiano Conte.

Ma gli anni ‘80 non furono soltanto quelli della grande espansione edilizia soprattutto a Forio, il più esteso Comune dell’isola,quelli del primo condono edilizio (1985) dopo le leggi restrittive del 1967(Legge Ponte) e del 1977 (Legge Bucalossi) furono anche gli anni delle “grandi opere pubbliche”nel Comune di Ischia e furono gli anni di Enzo Mazzella (1937-1990), sindaco d’Ischia dal 1978 al 1988 e consigliere regionale dal 1985  fino all’improvvisa morte a 52 anni il 29 giugno 1990 dopo la sua trionfale  rielezione al Consiglio Regionale della Campania, primo eletto nella lista della DC. In meno di 10 anni Enzo Mazzella cambia il volto del Comune di Ischia: Vengono espropriate le pinete di proprietà privata, circa 7 ettari in pieno centro urbano, utilizzando  la legge n.865, legge sulla casa, con la nascita di un contenzioso con i proprietari per l’indennità di esproprio. Le pinete vengono espropriate per farne parchi pubblici dopo la campagna di stampa de “Il Giornale d’Ischia”del 1974 che sostenne nella sua breve vita (1971-1975) la nuova direzione politica di Enzo Mazzella per una “democrazia avanzata”nell’intera isola d’Ischia. I quel giornale fondato da Franco Conte (1938-1988) ho maturato a poco più di vent’anni la mia fondamentale esperienza professionale. Vi entrai da “collaboratore” nel 1972 e chiusi da “direttore responsabile”dopo circa due anni di “redattore capo”. In un editoriale di commento a  voto amministrativo del giugno 1975 dal titolo: “Una democrazia avanzata”apparso nell’ultimo numero de “Il Giornale d’Ischia”(30 giugno 1975) dove  auspicavo amministrazioni tra DC e PSI  scrivevo che “è tempo  per sostituire alla politica del favore la politica dei diritti e dei doveri, per sostituire alla politica dell’improvvisazione la politica di rigorosa programmazione”e che non c’era “alternativa di destra a questo discorso di apertura a sinistra”. La DC disponeva di 17 seggi su 30 nel Consiglio Comunale di Ischia. Dopo due anni di sindaco dell’avv. Umberto Di Meglio Enzo Mazzella divenne primo cittadino. Non solo vengono espropriate le pinete, nascono molti parcheggi, nascono il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Comunale, la piscina coperta, il centro polifunzionale, l’edilizia economica e popolare convenzionata. Tutto questo senza Piano Regolatore in vigore. La “relazione esplicativa ed aggiuntiva al Piano Regolatore Generale”viene approvata dalla Giunta Comunale con delibera n.141 del 27.1.1979. Enzo Mazzella ne fa un libro diffuso in mille copie che ha un titolo significativo: “Un Piano Regolatore per gli anni ottanta”. 42 pagine di dati, notizie, programmi. Viene ricordato che il Piano Regolatore Generale è stato trasmesso alla Regione Campania fin dal 27.6.1977 e sono rimarcati  gli obiettivi del Piano: “uno sviluppo equilibrato del territorio; una azione di salvaguardia dell’ambiente che è l’unica garanzia di progresso civile”.

C’è una mole IMPRESSIONANTE di documenti, leggine regionali, disposizioni, denunce su quel decennio di mancata Pianificazione  dove le Giunte Regionali tutte  di “centro-sinistra”poi diventato “pentapartito”cambiavano in pochi mesi con un cambio continuo  di assessori all’urbanistica.

Nel 1983 il Comune di Forio non aveva ancora “adottato”un Piano Regolatore Generale eppure dieci anni prima con la giunta “milazziana”del socialista  avv. Michele Regine c’era stato una prima “adozione”.La Regione nomina un “commissario ad acta”.Le vicende del “sacco di Forio”vengono denunciate dalla stampa locale presente ormai senza soluzione di continuità dal 1970 con settimanali,mensili,radio, televisione. Quel decennio segna l’omologazione politica della DC con il PSI. I due partiti più importanti dell’irreversibile centro-sinistra  diventato pentapartito (DC, PSI, PSDI,PRI,PLI) hanno due consiglieri regionali: Enzo Mazzella per la DC e Franco Iacono per il PSI. I due partiti hanno al loro interno una costellazione di “correnti”. La Regione Campania oltre le belle dichiarazioni programmatiche dei vari presidenti ed assessori non approva mai un Piano Urbanistico Regionale né  il Piano Regolatore Intercomunale dell’isola d’Ischia. Cerca di approvare per ogni Comune il “suo”Piano Comunale. Si evince che mentre il Comune di Ischia guidato da Enzo Mazzella punta ad una politica di Programmazione “che favorisca il formarsi di ampi demani pubblici”(pag.3 – Un Piano Regolatore per gli anni ottanta) il Comune di Forio, l’”altra capitale dell’isola”guidato dal dc Gaetano Colella punta alla più ampia “liberalizzazione”.Sono due modi di “praticare”la politica opposti quello di Enzo Mazzella e quello di  Gaetano Colella, quello della DC del Comune di Ischia, che appare più matura ed unita, e quella di Forio che appare più disunita e personalistica. Fra Enzo e  Gaetano si inserisce l’azione di Vincenzo Mennella, l’ultimo “cavallo di razza”della vecchia DC dei fondatori del secondo dopoguerra. Mennella nelle sue Memorie ricorda che il Comune di Lacco Ameno inoltrò il Piano Regolatore alla Regione Campania nel 1973 e “tornò approvato con sostanziali modifiche nel 1983. Né questo significava poter disporre di un Piano Regolatore credibile – scrive Mennella – perché ad esso dovevano seguire i Piani esecutivi e tanti adempimenti connessi che ne resero inutile la stessa approvazione se non per continuare a dire no anche per le esigenze fondamentali del cittadino”.

Vincenzo Mennella  nelle sue Memorie parlando dei “piani regolatori”sottolinea che l’EVI aveva soltanto il compito di “approntare”i Piani Regolatori e non di “approvarli”eppoi si trattava di “coordinare”sei piani e non un sol piano”intercomunale”.

“Questo fatto ebbe conseguenze disastrose per lo sviluppo urbanistico dell’isola”, scrive il  prof. Mennella.

Mennella – che pure ebbe un atteggiamento complesso sulla proposta per istituire il Comune Unico presentata nel 1986 da Enzo Mazzella in Consiglio Regionale -  cioè ritiene che fu un “disastro “non aver assegnato all’EVI  anche il potere di “approvare”, per quanto di competenza dei Comuni, il Piano Regolatore Intercomunale. Credo che sia una implicita  dichiarazione a favore del Comune Unico dell’isola d’Ischia. Ricostruire sei unità amministrative al posto di una sola nel 1945 fu un grave errore.

Casamicciola, 5 marzo 20111

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6 – continua – prossima puntata/ Gli anni ‘90 o del crollo della partitocrazia con “tangentopoli”e le speranze nella nuova legge (142/90) sugli enti locali -