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Un Ufficio Intercomunale per la Programmazione Economica dell’isola d’Ischia a Casamicciola

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La Giunta Comunale di Casamicciola Terme presieduta dal dottor Vincenzo D’Ambrosio ha deliberato nella seduta del 27 ottobre 2010 “la realizzazione, attraverso la collaborazione scientifica dell’Università Parthenope di Napoli, di uno studio di “marketing territoriale” che consenta a tutti i cittadini dell’isola di conoscere , attraverso dati reali ed ufficiali, lo stato del sistema socio-economico del territorio e quindi assumere una decisione (sul Comune Unico n.d.a) con cognizione di causa in sede referendaria” è scritto nell’invito rivolto alle associazioni di categoria ed ai centri culturali isolani che sono stati invitati a costituire una “commissione scientifica” che collabori con il personale individuato dall’Università per la realizzazione del progetto di marketing territoriale”. Il sindaco D’Ambrosio ha convocato anche una prima riunione il 20 novembre sull’Osservatorio Geofisico di Casamicciola mentre un’altra seduta è stata programmata per il 4 dicembre.

Non posso esimermi da un giudizio evidente o assiomatico sulla consistenza politica e programmatica della giunta comunale di Casamicciola e dello stesso consiglio comunale poiché in due anni ci sono state almeno tre giunte e l’ex-opposizione è diventata maggioranza così come consiglieri eletti in maggioranza oggi sono all’opposizione applicando alla lettera il vecchio regolamento della regia marina borbonica del 1841 “Facite ammuina” e “tutti chilli che stanno a prora vanno a poppa e chilli che stanno a poppa vanno a prora; e tutti chilli che stanno ncoppa vanno a bascio, passann tutti po’ stesso pertuso”. Il regolamento della regia marina borbonica è stato applicato anche nel passaggio dei consiglieri da questo o a quell’altro partito e dello stesso sindaco che è passato da Alleanza Nazionale-Popolo delle Libertà al Movimento per l’Autonomie per poi approdare all’UDC di Casini mentre si è costituito il gruppo “Valori e Libertà”, unico caso nazionale che mette nello stesso gruppo il rappresentante di Berlusconi con quello di Di Pietro come dire Cristo e l’Anticristo. Questo “Facite ammuina” non dà serietà alla Politica ed anzi allontana sempre di più i cittadini dalla vita del Comune. Ma se questi sono gli aspetti politici quelli programmatici sono ancora più deludenti. Non c’è nessun progetto di Trasformazione Urbana per la “Rinascita” di Casamicciola che era contenuto nel programma elettorale del sindaco Giosy Ferrandino nel 2002 e di cui Vincenzo D’Ambrosio è erede; programma che era impostato sulla costituzione di una Società di Trasformazione Urbana, prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, per il recupero delle aree dismesse e Casamicciola è il Comune dell’isola d’Ischia che ha la più grande area dismessa e sotratta al sistema produttivo che è quella del complesso del Pio Monte della Misericordia alla quale si è aggiunto il bacino idro-termale di La Rita con la chiusura di tutti gli antichi stabilimenti termali.

La situazione si è ulteriormente aggravata con l’alluvione del 10 novembre 2009 per i cui interventi di risanamento, di sistemazione del litorale ed infine di rilancio economico avevo chiesto un Commissario Straordinario alla luce della mancanza di progettualità e di volontà politica di questo Sindaco e di questo Consiglio Comunale oltre ad un appello a tutti per aiutare Casamicciola. I due interventi sono archiviati e possono essere riletti in Ischianews.com.

Quindi invece di giungere segnali di rinnovata progettualità e di rinnovato impegno politico per affrontare una grave situazione economica e finanziaria del Paese ed una gravissima situazione finanziaria dell’Ente Comune denunciata anche dal gruppo di nuova opposizione ex-maggioranza “Casamicciola Futura” poiché da tre mesi non vengono pagati gli stipendi al personale della società “partecipata” Marina di Casamicciola il sindaco D’Ambrosio e la sua nuova giunta pensa di affidare all’Università Parthenope uno studio socio-economico dell’isola d’Ischia di “marketing territoriale” commettendo anche un errore semantico perché il “marketing territoriale” è la ricerca di nuovi investitori per le aree deboli. Sarebbe bastato invece al sindaco D’Ambrosio ed alla sua giunta una attenta lettura del mio libro “Ischia, Luci e Ombre sullo Sviluppo” per avere un quadro sufficientemente preciso della consistenza del sistema economico e sociale dell’isola d’Ischia e soprattutto della tragedia del complesso Pio Monte della Misericordia della quale si discute da 37 anni senza trovare un realistico percorso giuridico, economico, finanziario e sociale pur avendolo costantemente proposto e sollecitato.

E’ quindi paradossale che una simile inutile iniziativa anche di spreco di danaro pubblico venga promossa dal Comune di Casamicciola che ormai per consistenza economica può meglio definirsi “Casamicciola Porto” anzicchè “Casamicciola Terme”.

Sarebbe stato estremamente significativo invece che la Giunta Comunale o meglio il Consiglio avesse proposto agli altri 5 Comuni dell’isola, proprio perché è il Comune in “perdita di sviluppo” come dimostrano le statistiche e l’evidenza, la costituzione di un Ufficio Intercomunale per la Programmazione Economica preposto cioè a progettare e far realizzare a chi preposto e costituito gli interventi di acquisizione delle aree dismesse, di migliore utilizzazione del sistema infrastrutturale, di diretta partecipazione del sistema bancario nelle aziende turistiche in difficoltà aziendali in presenza delle grandi concentrazioni alberghieri del turbo capitalismo.

Insomma una cabina di regia per quella che oggi si chiama la “coesione economica e sociale” dei distretti industriali turistici anche prefigurando un allargamento del distretto a tutte le “isole napoletane” da Ponza a Capri.

Questa cabina di regia avrebbe potuto svolgere il ruolo che sul finire degli anni ’60 ebbero i Comitati regionali per la Programmazione Economica che furono costituiti in previsione della nascita delle Regioni a statuto ordinario nel 1970.

Dalla coesione economica e sociale dell’isola d’Ischia sarebbe emerso ancor meglio la necessità e l’urgenza di un Unico Comune per l’isola d’Ischia così come stanno tentando di fare all’isola d’Elba, 5 volte più grande di Ischia, con la metà degli abitanti, la metà della ricettività turistica di Ischia e ben 8 Comuni. Gli 8 sindaci dell’isola d’Elba hanno già raggiunto una intesa su un “accordo di programma” con le categorie produttive e sociali.

Un Ufficio Intercomunale per la Programmazione Economica oggi per l’isola d’Ischia – alla luce della inadeguatezza strutturale dei sei Comuni e della pesante situazione finanziaria di tutti i sei Comuni che hanno 8 “partecipate” (questo è un eufemismo per indicare i carrozzoni pubblici) per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, manutenzione ordinaria del patrimonio e gestione dei porticcioli turistici – è tanto più necessario perché il Governo ha annunciato un “Piano per il Sud” che prevede interventi infrastrutturali e strutturali per 90 miliardi di euro fra i quali c’è anche la Banca per il Mezzogiorno proposta dal Ministro per l’Economia, Giulio Tremonti, che o è una nuova Cassa per il Mezzogiorno riveduta e corretta o un semplice e inutile nuovo Istituto Bancario del quale il Mezzogiorno non ne ha assolutamente bisogno.

Un Ufficio Intercomunale per la Programmazione Economica – diretto e costituito da tecnici dell’economia, dello sviluppo locale, e della Pubblica Amministrazione – avvierebbe nell’isola la cosiddetta “Finanza di territorio” troppo frettolosamente abbandonata dai Governi di centro-destra di chiara impostazione liberista e leghista.

Insomma si tratterebbe di avviare concretamente quella “Cultura del Comune Unico” di cui parlava l’indimenticabile sindaco di Lacco Ameno, Vincenzo Mennella (1925-1995) senza la quale non può trovare realizzazione e condivisione il progetto dell’unità amministrativa dell’isola d’Ischia.