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Casamicciola, la Trasformazione Urbana per la Riscossa Civile

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giuseppe_mazzella

Casamicciola ha bisogno di una Trasformazione Urbana e di una Riscossa Civile. La prima è indispensabile per l’altra.

Mentre le Macerie - di quella che fino alla metà del secolo XX era la “più antica ed importante stazione termale dell’isola d’Ischia” tanto che dal 1956 ha aggiunto “Terme” alla propria denominazione - dal complesso Pio Monte della Misericordia, alle attività termali dismesse di Piazza dei Bagni del Gurgitello al Bacino Idro-termale di La Rita; dalla “pompa di benzina” al Capricho de Calise - possono essere viste dall’isolano e dal turista, la necessità della “Trasformazione Urbana” viene sentita da chi ci vive nella Cittadina che, come il contadino di Carlo Levi nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, sente il “peso ed il confronto” con chi vive, oltre la propria “cinta daziaria”, nella Città d’Ischia, così oggi si chiama il Comune capoluogo, e Lacco Ameno, il più piccolo dei sei Comuni dell’isola ma che all’isolano ed al turista appare come una bomboniera tanto che oltre le Macerie della “pompa di benzina”, mai nata della quale si occuperà la Magistratura, cominciano sulla stessa Litoranea a svettare le bandiere internazionali per annunciare il piccolo approdo turistico, il confortevole parcheggio-giardino sul mare, la romantica passeggiata nel minuscolo centro storico che arriva finalmente nella Piazza di Santa Restituta ed agli alberghi di Rizzoli che la nuova imprenditoria endogena ha saputo conservare, migliorare, abbellire.

Non è necessario essere un architetto o un urbanista per capire che Casamicciola ha bisogno di una “Trasformazione Urbana” basta un semplice geometra o addirittura un cittadino-residente di buona memoria e di buon senso, virtù rare poiché fanno sintesi di tutte le altre. L’Architetto verrà dopo l’evidenza civile e metterà in disegno le scelte politiche del COMUNE e le analisi legali e finanziarie dell’Avvocato e dell’Economista.

Che cosa è la Trasformazione Urbana? E’ prevista all’art. 120 del D.Lgs 18 agosto 2000 n. 267, il Testo Unico sugli Enti Locali che non solo modifica la legge 142/90 ma recepisce tutti i decreti “Bassanini” di riforma della Pubblica Amministrazione. Nel nostro caso il Testo Unico recepisce l’art.17 della legge n. 127/97. Leggiamolo: “I Comuni e le Province possono costituire società per azioni a capitale misto pubblico / privato denominate Società di Trasformazione Urbana (STU) in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.

Le STU acquisiscono le aree dismesse – cioè abbandonate o in rovina terreni o immobili – o “consensualmente o con esproprio” e cioè i proprietari di queste aree abbandonate, in rovina, che deturpano il paesaggio ed impediscono lo sviluppo economico, possono “consensualmente” conferire alla STU gli immobili in cambio di una partecipazione al capitale sociale o di rischio della Società per Azioni. Se non lo fanno la STU di concerto con l’Ente Pubblico locale avvia l’esproprio ed acquisisce le aree al prezzo di mercato.

Cosa ha di diverso la STU rispetto alle altre “società-miste”? Che può espropriare e cioè acquisire in “piena proprietà” – senza alchimie giuridiche della “concessione” o del “fitto” o del “diritto di superficie” - tutti gli immobili e può dare loro una definitiva destinazione.

Come costituire la STU? È chiaro che per un intervento così vasto la STU ha bisogno di un capitale sociale pubblico abbastanza rilevante di cui il Comune non dispone. Da qui la necessità del coinvolgimento attraverso un avviso di “evidenza pubblica” della Regione Campania, della Provincia di Napoli e degli Istituti Finanziari che operano sul territorio oltre alle società pubbliche “Sviluppo Italia” ed “Italia Lavoro” o la nuova Banca per il Mezzogiorno della quale sta parlando da anni il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e naturalmente gli imprenditori privati – locali, nazionali ed europei attraverso quello che oggi si chiama “Marketing Territoriale”. L’intervento è perfettamente compatibile con il Piano Urbanistico Territoriale in vigore perché interessa il recupero produttivo di almeno 100 mila metri cubi di superficie coperta SENZA AUMENTI DI VOLUME. Non può trovare ostacoli – se non di forma “esterna” dei luoghi – da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali.

Le STU sono state fatte in moltissimi Comuni italiani fra i quali Napoli per l’opera gigantesca del risanamento e del rilancio di Bagnoli.

La STU – che si potrebbe chiamare “Therme di Casamicciola” come la società di sviluppo economico che fu costituita nel 1997 al tempo della speranza del Patto Territoriale e sciolta nel 2001 - avrebbe il compito di “trasformare Casamicciola” acquisendo TUTTE le aree abbandonate e SOPRATTUTTO quelle dell’Ente Morale Pio Monte della Misericordia o chi per esso; tutte le Terme CHIUSE del bacino di La Rita; tutte le Terme chiuse di Piazza dei Bagni e rendere compatibili i suoi investimenti con tutto il sistema alberghiero e commerciale esistente anche coniugando l’Economia Alberghiero-Termale con il nuovo Turismo Nautico e cioè con la Piena Valorizzazione di un “Porto Turistico” da realizzarsi proprio di fronte alle attuali Macerie del complesso Pio Monte poiché già è esistente un rudimentale approdo turistico.

Tutto questo è nell’evidenza dei fatti ed è dettato dalla stagnazione economica e dalla crisi finanziaria dei Comuni ma è il COMUNE comunque indispensabile per disegnare il proprio territorio attraverso il Piano Regolatore Generale e la sua potestà di esproprio.

E’ Utopia proporre tutto questo? O piuttosto non è altro che una VIA OBBLIGATA che viene proposta dall’Unione Europea la quale ci sollecita a promuovere lo “sviluppo locale” e di massimizzare gli interventi per accrescere il benessere locale e l’occupazione?

Esistono altre vie per eliminare le Macerie da Casamicciola, per farla ritornare agli antichi fasti anche nel quadro della “Coesione Economica e Sociale dell’isola d’Ischia con un unico Comune?

Non vedo altre vie se non vicoli oscuri di intrallazzi, malaffare, speculazioni, che stanno affossando una Antica Cittadina nelle sue energie umane le quali devono invece reagire e prepararsi alla Riscossa Civile.

Bibliografia:

Le Società di Trasformazione Urbana dell’ avv. Renato Perticarari-ProjectMate.Com
Le STU di Laura Cesarini- Diritto & Diritti
La STU come strumento innovativo per le realizzazioni del PRU della Pianoro Centro Spa STU
Sportello Fondi Ordine degli Architetti di Roma - la STU a cura di Marina Cimato
SISLO- Sviluppo Locale – Le Società di Trasformazione Urbana

 
 
 
 
Giuseppe Mazzella
Casamicciola Terme,
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