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Ischia e la “ Little Society” nella “ sostanza” del Comune Unico

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Si sta sviluppando in tutte le località dell'isola d'Ischia soprattutto in quelle " frazioni" o " contrade" o " comunità" che non hanno l'autonomia amministrativa dell'Ente Autarchico Territoriale " Comune" una " little society" se possiamo definirla così parafrasando la " Big Society" che il neo Primo Ministro inglese David Cameron, 45 anni, conservatore, vuole proporre ai leali sudditi di Sua Maestà Brittanica come nuova politica sociale per il secondo decennio del XXI secolo quasi in risposta ed in concorrenza con quella dell'ex-Primo Ministro Tony Blair, laburista, che per dieci anni ha guidato la Gran Bretagna con un progetto di " Terza Via al socialismo democratico" basato su privatizzazioni e dirigismo pubblico per difendere ed estendere il " Welfare State" fino a fare della Gran Bretagna " non il Paese più potente della terra ma il Paese migliore della Terra dove si vive meglio di qualsiasi altra parte dell'Occidente" (virgoletto il tratto del celebre discorso di Blair al congresso laburista del 1997 citato a memoria).

Gli inglesi ancora una volta ci danno lezioni in materia di " aggiornamento" di idee e di programmi dei loro tre partiti – il Conservatore, il Laburista, il Liberaldemocratico – che si contendono sul piano dei fatti il favore dei loro governati che si chiamano ancora " sudditi" e non " cittadini". La " Big Society" di Cameron vorrebbe essere non un ritorno a " destra" - ammesso che il termine abbia ancora una validità nel XXI secolo – né una fuga a " sinistra" – stessa osservazione semantica sul termine - per svuotare di idee gli avversari politici ma una presa d'atto dei mutamenti sociali avvenuti nella società postmoderna e dar loro una maggiore razionalizzazione. Insomma: un potenziamento di quello che in Italia i sociologi chiamano il " Terzo Settore" e cioè il volontariato. Mi pare di capire che la " Big Società" è un tipo di organizzazione politica mista – pubblico e privato – dove ciascuno fa quello che può fare e quando l'uno o l'altro non ce la fanno perché non ci sono risorse finanziarie sufficienti è il volontariato che supplisce all'impossibilità materiale dello Stato di intervenire mentre l'impresa privata non deve mai dimenticare la sua funzione sociale non solo quella economica. In sostanza la " Big Society" è una riedizione del " solidarismo cattolico" e dello " Stato Sociale che accompagna il cittadino dalla culla alla tomba" di marca svedese ma segna a mio parere il definitivo tramonto delle rigide ideologie del secolo XIX e del secolo XX. Conservatori, Laburisti e Liberali convergono verso un nuovo Centro Politico senza dimenticare da dove vengono.

Se osserviamo quello che sta accadendo da qualche anno nella nostra microsocietà ischi tana avvertiamo che sta nascendo da noi una " little society" che non partecipa più alla lotta politica, ritiene i partiti di destra,centro o sinistra ormai omologati tanto che nessun partito oggi nell'isola d'Ischia ha una sede come le antiche sezioni della DC, del PSI e del PCI.Questa " little society" partecipa invece attivamente al volontariato civile,sportivo, culturale, turistico per sopperire all'assenza del Pubblico sia esso lo Stato, la Regione, la Provincia e soprattutto il Comune, la prima cellula fondamentale della Democrazia Politica. Nell'isola d'Ischia si contano circa 140 associazioni senza fine di lucro costituite da volontari per l'esercizio delle attività sportive, educative, sanitarie, turistiche. Queste associazioni sopperiscono alla insufficienza dello " Stato Sociale".

  Il caso che più mi ha colpito è quello della promozione turistica e cioè economica poiché ormai tutta l'isola vive di turismo con l'orgoglio di difendere le proprie radici storiche e culturali. In assenza da ormai oltre trent'anni di un Ente di Promozione Turistica come lo era l'Ente per la Valorizzazione Ischia (EVI) che è durato dal 1952 al 1972 senza la nascita della Azienda di Promozione Turistica (APT) sono sorte ovunque le Pro Loco – antica associazione di volontariato civile per la promozione dei " luoghi" – che non potevano nascere in quelle località che già erano riconosciute Stazioni di Cura, Soggiorno e Turismo poiché queste località – per la vecchia legge sul turismo – avevano diritto ad avere l'Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo deputata alla promozione con fondi statali ed entrate proprie (la tassa di soggiorno) che era un Ente di Diritto Pubblico. Non avendo la Regione Campania approvata una legge per l'organizzazione turistica sub-regionale come era suo DOVERE ed è l'unica Regione italiana a non averlo fatto nonostante una montagna di " disegni di legge" presentati in 40 anni le località dell'isola d'Ischia – che è la più importante " stazione" turistica della Campania con una disponibilità di circa 40mila posti-letto - hanno costituito le " Pro Loco" per promuovere le località e dare informazioni al turista. I volontari hanno chiesto contributi pubblici e privati ed hanno " sopperito" ad una deficienza o inefficienza del sistema pubblico essendo ormai morente ed in permanente " Commissariamento extra-isolano" l'Azienda di CST di Ischia e Procida costituita sulle ceneri dell ' ex-EVI senza alcuna reale autonomia di spesa.

Nei sei Comuni dell'isola d'Ischia ho contato almeno 14 Pro Loco. 5 sono ubicate nella Città d'Ischia – il capoluogo e l'unico Comune ad avere il titolo di " Città" ( Isolaverde,Villa dei Bagni,Villa di Campagnano,Largo dei Naviganti, S.Alessandro), una a Casamicciola, due nel Comune di Forio di cui una nella frazione di Panza,2 a Barano di cui una nella frazione di Buonopane e ben 4 nel Comune di Serrara-Fontana, il più piccolo Municipio dell'isola, di cui due nelle frazioni di S.Angelo e Succhivo.

Queste 14 Pro Loco svolgono ciascuna per proprio conto una meritoria opera di promozione mantenendo vive le tradizioni, organizzando nuovi eventi per gli ospiti legati sempre alle tradizioni del " luogo" ed alla sua antica economia. Più queste " frazioni" sono lontane dalla " Città" più cresce la voglia di appartenenza alla piccola " Comunità" e di difesa delle loro tradizioni e della loro economia. Non hanno tuttavia un " coordinamento" isolano ma comunque costituiscono l'autentica attività di propaganda turistica insieme ai Comitati delle 75 Chiese dell'isola che per tradizione millenaria organizzano decine di " feste" religiose che rappresentano il vero " Colore Locale" della nostra isola più delle " artificiali iniziative" dei Grandi Eventi come la mostra di de Chirico o il premio di giornalismo internazionale.

E'naturale quindi porsi l'interrogativo: quanto sarebbe efficace per il consolidamento dell'economia turistica dell'intera isola d'Ischia se fosse unita la promozione in un unico Ente di Coordinamento che coniugasse la tradizione con la modernità per meglio competere sui mercati nazionali ed internazionali dei viaggi?

Ma questo è un esame del solo settore del " volontariato turistico" ma potrebbe anche applicarsi agli altri settori.

Mi pare che questo sia un ulteriore elemento per favorire un processo di unificazione amministrativa in un sol Comune dell'isola che veramente efficacemente organizzato,rispettoso delle singole " località" soprattutto quelle che non sono mai state " Comune" come Panza o Sant'Angelo o quella che lo è stato come Testaccio con l'istituzione delle Municipalità o Consigli di Frazione"( si troverà un modo ed una dizione per assicurare la partecipazione dei cittadini!), con una buona e selezionata classe dirigente scelta fra 65 mila abitanti, possa affrontare le sfide del XXI secolo nel mondo globalizzato avviando finalmente la Pianificazione Territoriale e la Programmazione Economica con un serio decentramento economico e sociale.

Per concludere il Comune Unico viene visto ai miei occhi come lo strumento per una " Big Society" ischi tana per una migliore qualità della vita di tutti gli " ischitani" e per difendere il nostro sistema industriale-turistico.

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 Casamicciola Terme, 18 marzo 2011-03-18