Martedì 30 Settembre 2014

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Usi e Costumi

Giovan Giuseppe, il frate Santo e la sua chiesa

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San Giovan GiuseppeFra le 74 chiese dell’isola d’Ischia – la gran parte costruite nel XVII e nel XVIII secolo – quella dello Spirito Santo ad Ischia Ponte, come oggi si chiama il Borgo di Celsa, è quella più ricca di Storia. Di quella Storia insegnata da Fernand Braudel “degli uomini nei loro rapporti stretti con la terra che li ha partoriti e che li nutrisce” e la Chiesa dello Spirito Santo , costruita interamente nel XVII secolo dai marinai, dimostra come il dialogo degli uomini con la terra dei padri “non cessa di ripetersi, che si ripete per durare, che può cambiare e cambia in superficie ma continua tenace come se fosse fuori dalla portata e dalla misura del tempo”. Entrando in questo tempio ripenso ai sacrifici economici dei marinai – padroni di barche, pescatori, navigatori – per costruire la loro chiesa ed il mio ricordo va a Mons. Pasquale Polito (1907-1994) che mi raccontò la “vita infame” di quei marinai “che avevano una grande fede e portavano nell’isola anche le devozioni che apprendevano nei loro viaggi. Così si spiega la devozione per Santa Maria di Costantinopoli. La chiesa era per questi uomini una “persona in più” della loro famiglia alla quale bisognava provvedere”. Ieri come oggi.

Coniglio alla cacciatora

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BracconiereSe desiderate spingervi fino alla vetta più alta di Ischia, parliamo del Monte Epomeo, godendo di un panorama incredibile mentre gustate specialità di terra, allora dovete sostare a Il Bracconiere. Carmela, Franca, Michele e Leonardo vi daranno il benvenuto in un ambiente rustico, ma accogliente. Troverete in bella mostra strumenti di ogni sorta, come bilance per pesare la polvere da sparo e ciò che serviva a sigillare le cartucce, attrezzi rubati alla campagna e alle cantine, collezionati nel corso degli anni.

Nel 1974 papà Leonardo e suo figlio Salvatore decisero di cominciare quest’avventura aprendo le porte de Il Bracconiere ai cacciatori che frequentavano quella zona, da allora il ristorante si è evoluto restando però fedele alla filosofia di sempre. Coniglio alla Cacciatora.Chi desidera conoscere i sapori veraci e tradizionali dell’isola verde, non può non ordinare il Coniglio alla cacciatora.

Mangiar bene

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Scampi al limoneScampi al limone

In ogni arte la semplicità è essenziale” recitava Schopenhauer. Immagino che si riferisse anche alla gastronomia, visto che questo è il motto dello chef Piero, conosciuto in cucina, tra una padellata e l’altra, impegnato com’è a organizzare, decorare, impiattare. Questa mattina, proverò un primo estivo, gli Scampi al limone.

Disposti l’uno di fronte all’altro, gli scampi sembrano quasi in posa per lo scatto. A solleticare il mio appetito è un’emulsione molto leggera e profumata di limoni, rigorosamente d’Ischia, come tiene a sottolineare lo chef. Uno degli ingredienti chiave della ricetta, con l’olio extravergine, preferibilmente toscano, e il pesce.

Settembre sul Sagrato

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Il Parroco, i Consigli, Amministrativo e Pastorale dopo attenta valutazione hanno deciso concordemente di non organizzare per quest'anno la Manifestazione arrivata alla 22 Edizione di Settembre sul Sagrato.

La manifestazione si reggeva sui contributi Regionali e Comunali e sul volontariato della Parrocchia e sul contributo economico della Parrocchia seppur in minima parte.

Già l'anno scorso sono mancati i contributi regionali e siamo ancora in attesa di quelli comunali del2009 e 2010.

Si poneva la domanda: La Parrocchia doveva supportare economicamente il tutto come ha fatto lo scorso anno?

Giardino Mediterraneo

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Giardino MediterraneoErede della tradizione vinicola targata Corrado d'Ambra, l'azienda agricola Giardino Mediterraneo rappresenta oggi un vero e proprio punto di riferimento per la produzione del buon vino sull'Isola Verde. Autentiche specialità sono infatti il "Biancolella" ed il "Per' 'e Palummo", ricavati dalle uve di cinque contadini dell'isola retribuiti a pianta e non più a chilo. Ancora oggi la vinificazione avviene in un cellaio del 1805 dove restano inalterati i "segni" e le tracce dell'antico sistema di lavorazione.

Oltre alla vendita diretta dei vini è possibile gustare i piatti più tipici e caratteristici della tradizione gastronomica ischitana. Citiamo così la squisita carne di coniglio e le fresche verdure di stagione, perfette da assaporare (a pranzo o a cena) sulla panoramicissima ed esclusiva terrazza di cui è dotata la struttura.

Epomeo in sella

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Epomeo

Tra le fotografie del mio album non manca di certo quella che immortala la mia prima visita al Monte Epomeo.

Capelli a caschetto, quattro anni o poco più, sorridente, a cavalcioni su un cavallo per raggiungere la vetta. Una tappa obbligatoria per chi vuole conoscere Ischia, conosciuta da sempre come isola di terra.

Una meta apparentemente irraggiungibile ed aspra, dove la rigogliosa vegetazione cede il passo al tufo verde, ricreando un luogo di meditazione e di energia unico.

Da qui è possibile raccogliere il sole nel palmo di una mano, immenso al tramonto, con i colori dell'arancio e le sue sfumature che dipingono l'orizzonte. Con l'indice si possono toccare tutti i punti, delineando il perimetro dell'isola. Basta spingere lo sguardo un po' più in la, per vedere Capri con la penisola sorrentina, Pozzuoli, il Litorale Domitio. Ecco anche Ponza e Ventotene. Si può seguire lo stivale a perdita d'occhio fino al Circeo. Il mese scorso, dopo le piogge, era visibile persino l'Appennino.

La cicala del tempo che fu

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PinetaQuanti di noi hanno vissuto emozioni dolci ed entusiasmanti nelle lunghe controre di agosto, rscoltando il melodioso canto delle cicale? Eravamo fanciulli e si usava mettere delle coperte a terra nel portico o fuori ai terrazzi, con la speranza di dormire pi˘ freschi negli assolati pomeriggi estivi.

L'odore dello zolfo e dei fichi maturi riempivano l'aria, la campagna lussureggiante era pervasa da quel suono intenso, vibrante che trasmetteva serenita e continuita. L'atmosfera era ovattata, misteriosa. Noi bambini eravamo curiosi di sapere come mai quel minuscolo animale non si stancava mai di cantare. Spesso lo cercavamo tra i filari di viti, con la speranza di prenderlo, ma non ci riuscivamo.

Giardino Eden. Molto più di un resort

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EdenRelax, riservatezza e esclusività. Sono questi gli elementi primi che rendono oggi assolutamente unica una struttura come il Giardino Eden, autentico angolo di paradiso (di nome e di fatto) a due passi dal Castello Aragonese, in zona Cartaromana. Anni fa il complesso si segnalava in quanto attrezzato parco termale ove trovare ristoro dagli affanni della quotidianità e godere delle ben note proprietà purificanti dell’acqua. Ben quattro sono infatti le piscine d’acqua termale da cui trarre sollievo e benessere, circondate dalla rigogliosa vegetazione dei giardini e da un efficiente pool bar. Dal 1999 la nuova gestione, sulla scia dei rivolgimenti che hanno investito il comparto-turismo sull’Isola Verde, ha deciso di far cambiare decisamente pelle al Giardino Eden. Oggi è infatti un lido esclusivo e raffinato, con sole sette camere, di cui quattro con finestra e tre con terrazzino. Per i più piccoli è a disposizione una junior suite, deliziosa e confortevole, anch’essa dotata di terrazzino. Ecco perché alloggiare qui rappresenta quasi un “privilegio” per quei pochi che, battendo sul tempo gli altri, riescono ad assicurarsi il proprio posto anche per un breve soggiorno.

L’agriturismo di Peppe ‘e Zi’ Cumpare

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La ScarrupataUna levataccia! Alle sei, ora della sveglia per anziani e contadini -avrei voluto tanto considerarmi della seconda fascia ma, purtroppo, gravito irrimediabilmente nella prima- ero già sveglio e giravo per casa con l'intento di trovare la giusta 'mise', mentre il caffè della fedele napoletana profumava la cucina. Era accaduto che un paio di giorni prima mi ero incontrato con Peppino Vuoso tra l'Olmitello e la Cava Scura, io, con in braccio il 'divo Adriano' mio nipote, mi stavo preparando per un salutare bagno mattutino e Peppino di ritorno dall'Olmitello con due galloni della preziosa acqua utile per le funzioni renali e che sgorga da un pisciarello naturale proprio dalla viva falda tufacea; Peppino 'e zi' cumpare, così è chiamato familiarmente, ha un principio di gotta che cura con pantagrueliche bevute. Ho preso a sfotterlo dicendo che aveva la malattia dei ricchi, quelli che abusano di carni rosse, e poteva andare fiero di questa malattia che aveva caratterizzato la vita di Papi ed Imperatori in età rinascimentale.