Venerdì 21 Novembre 2014

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Usi e Costumi

El Chico

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RondinellaFinalmente ho assaggiato il piatto dell’estate che tanto mi consigliava la signora Anna. Adesso non posso che darle ragione. Hanno un gusto fresco e leggero questi vermicelli, conditi con cozze e scorzette di limone, a cui da un tono di sapidità la caciotta a scaglie, aggiunta alla fine per evitare che si sciolga. La mia porzione è abbondante, ma non mi sento affatto appesantita.

Timballo “alla Chiarito”

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Punta ChiaritoIn corrispondenza del promontorio che affaccia da un lato sulla Baia di Sorgeto, dall’altro su quella di S. Angelo, a soli 800mt dal centro di Panza troviamo il ristorante ”Punta Chiarito”. Aperto da aprile ad ottobre sia a pranzo che a cena (in quest’ultimo caso solo su prenotazione), il locale si consiglia per un primo ed indimenticabile incontro con i sapori caratteristici della tradizione enogastronomica isolana, vera protagonista con i suoi piatti semplici e gustosissimi, ingredienti rigorosamente freschi ed autoprodotti. Eccezionali le specialità di mare, come il risotto alla pescatora.

Santa Maria al Monte

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Santa Maria al MonteLa festa di Santa Maria al Monte celebrata il 12 settembre è sempre una scoperta, anche per un’ischitana come me. La Chiesa che sorge a 500 metri d’altitudine, immersa nel verde, è stata ristrutturata nel ’57 grazie a nonna Carmela Picarelli. E’ proprio lei ad aver rappresentato l’anima della festa per molti anni insieme ad altri abitanti del luogo, devoti alla Madonna, come Luigi Luongo detto il bijoux della montagna. La messa viene celebrata dal parrocco di Monterone e la processione, momento tra i più corali e scenici della festa, parte dalla Chiesa, attraversa il cortile arrivando fino a Punta Callotta. La statua viene portata in spalla da alcuni fedeli, accompagnata da canti e da una fiaccolata. Il ritorno alla Chiesa avviene attraversando l’interno della casa che oggi è del nipote di nonna Carmela, Michele Calise.

Partecipano da sempre anche le proprietà limitrofe che accolgono turisti ed ischitani.

Giovan Giuseppe, il frate Santo e la sua chiesa

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San Giovan GiuseppeFra le 74 chiese dell’isola d’Ischia – la gran parte costruite nel XVII e nel XVIII secolo – quella dello Spirito Santo ad Ischia Ponte, come oggi si chiama il Borgo di Celsa, è quella più ricca di Storia. Di quella Storia insegnata da Fernand Braudel “degli uomini nei loro rapporti stretti con la terra che li ha partoriti e che li nutrisce” e la Chiesa dello Spirito Santo , costruita interamente nel XVII secolo dai marinai, dimostra come il dialogo degli uomini con la terra dei padri “non cessa di ripetersi, che si ripete per durare, che può cambiare e cambia in superficie ma continua tenace come se fosse fuori dalla portata e dalla misura del tempo”. Entrando in questo tempio ripenso ai sacrifici economici dei marinai – padroni di barche, pescatori, navigatori – per costruire la loro chiesa ed il mio ricordo va a Mons. Pasquale Polito (1907-1994) che mi raccontò la “vita infame” di quei marinai “che avevano una grande fede e portavano nell’isola anche le devozioni che apprendevano nei loro viaggi. Così si spiega la devozione per Santa Maria di Costantinopoli. La chiesa era per questi uomini una “persona in più” della loro famiglia alla quale bisognava provvedere”. Ieri come oggi.

Coniglio alla cacciatora

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BracconiereSe desiderate spingervi fino alla vetta più alta di Ischia, parliamo del Monte Epomeo, godendo di un panorama incredibile mentre gustate specialità di terra, allora dovete sostare a Il Bracconiere. Carmela, Franca, Michele e Leonardo vi daranno il benvenuto in un ambiente rustico, ma accogliente. Troverete in bella mostra strumenti di ogni sorta, come bilance per pesare la polvere da sparo e ciò che serviva a sigillare le cartucce, attrezzi rubati alla campagna e alle cantine, collezionati nel corso degli anni.

Nel 1974 papà Leonardo e suo figlio Salvatore decisero di cominciare quest’avventura aprendo le porte de Il Bracconiere ai cacciatori che frequentavano quella zona, da allora il ristorante si è evoluto restando però fedele alla filosofia di sempre. Coniglio alla Cacciatora.Chi desidera conoscere i sapori veraci e tradizionali dell’isola verde, non può non ordinare il Coniglio alla cacciatora.

Mangiar bene

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Scampi al limoneScampi al limone

In ogni arte la semplicità è essenziale” recitava Schopenhauer. Immagino che si riferisse anche alla gastronomia, visto che questo è il motto dello chef Piero, conosciuto in cucina, tra una padellata e l’altra, impegnato com’è a organizzare, decorare, impiattare. Questa mattina, proverò un primo estivo, gli Scampi al limone.

Disposti l’uno di fronte all’altro, gli scampi sembrano quasi in posa per lo scatto. A solleticare il mio appetito è un’emulsione molto leggera e profumata di limoni, rigorosamente d’Ischia, come tiene a sottolineare lo chef. Uno degli ingredienti chiave della ricetta, con l’olio extravergine, preferibilmente toscano, e il pesce.

Settembre sul Sagrato

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Il Parroco, i Consigli, Amministrativo e Pastorale dopo attenta valutazione hanno deciso concordemente di non organizzare per quest'anno la Manifestazione arrivata alla 22 Edizione di Settembre sul Sagrato.

La manifestazione si reggeva sui contributi Regionali e Comunali e sul volontariato della Parrocchia e sul contributo economico della Parrocchia seppur in minima parte.

Già l'anno scorso sono mancati i contributi regionali e siamo ancora in attesa di quelli comunali del2009 e 2010.

Si poneva la domanda: La Parrocchia doveva supportare economicamente il tutto come ha fatto lo scorso anno?

Giardino Mediterraneo

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Giardino MediterraneoErede della tradizione vinicola targata Corrado d'Ambra, l'azienda agricola Giardino Mediterraneo rappresenta oggi un vero e proprio punto di riferimento per la produzione del buon vino sull'Isola Verde. Autentiche specialità sono infatti il "Biancolella" ed il "Per' 'e Palummo", ricavati dalle uve di cinque contadini dell'isola retribuiti a pianta e non più a chilo. Ancora oggi la vinificazione avviene in un cellaio del 1805 dove restano inalterati i "segni" e le tracce dell'antico sistema di lavorazione.

Oltre alla vendita diretta dei vini è possibile gustare i piatti più tipici e caratteristici della tradizione gastronomica ischitana. Citiamo così la squisita carne di coniglio e le fresche verdure di stagione, perfette da assaporare (a pranzo o a cena) sulla panoramicissima ed esclusiva terrazza di cui è dotata la struttura.

Epomeo in sella

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Epomeo

Tra le fotografie del mio album non manca di certo quella che immortala la mia prima visita al Monte Epomeo.

Capelli a caschetto, quattro anni o poco più, sorridente, a cavalcioni su un cavallo per raggiungere la vetta. Una tappa obbligatoria per chi vuole conoscere Ischia, conosciuta da sempre come isola di terra.

Una meta apparentemente irraggiungibile ed aspra, dove la rigogliosa vegetazione cede il passo al tufo verde, ricreando un luogo di meditazione e di energia unico.

Da qui è possibile raccogliere il sole nel palmo di una mano, immenso al tramonto, con i colori dell'arancio e le sue sfumature che dipingono l'orizzonte. Con l'indice si possono toccare tutti i punti, delineando il perimetro dell'isola. Basta spingere lo sguardo un po' più in la, per vedere Capri con la penisola sorrentina, Pozzuoli, il Litorale Domitio. Ecco anche Ponza e Ventotene. Si può seguire lo stivale a perdita d'occhio fino al Circeo. Il mese scorso, dopo le piogge, era visibile persino l'Appennino.