Lunedì 20 Maggio 2013

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Cucina e Tradizione

Ristorante Il Delfino

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DelfinoLungo il corso di Lacco Ameno, poco prima della Piazza Santa Restituta, troverete questa terrazza sul mare, che guarda al Fungo, la roccia tufacea con una forma bizzarra, a pochi passi dalla riva. Nato nel lontano 1920 grazie a nonna Maria e nonno Domenico, in cucina da allora si sono alternate ben quattro generazioni.

Ristorante La Rondinella

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RondinellaMolti tedeschi la chiamano amichevolmente “Signora Salat”, perché le sue insalate, come quella storica alla “Anna”, sono davvero gustose. Ricche, colorate e rinfrescanti, un po’ come lei.

La signora Anna è l’anima del ristorante La Rondinella, aperto dal ‘79 nella splendida Baia di San Francesco, che gestisce con i figli Maria, Gianluca e il genero Pietro da quando il marito Michele non c’è più. Energica e briosa è il primo sorriso che incontrerete prima di sedervi ai tavoli che guardano al mare.

Mosaico Nettuno

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Zì Carmela

Di fronte al caratteristico porticciolo di Forio d’Ischia sorge il Ristorante Zì Carmela, nato nel 1954 come cantina, punto di ritrovo e di baratto dei pescatori ischitani che, in cambio del pesce appena pescato, magari parzialmente cucinato dalla Signora Carmela, bevevano un buon bicchiere di vino bianco o rosso.

Tale luogo, ricco di tradizione, è successivamente diventato un vero e proprio ristorante, il cui proprietario, Vito Elia,  e i suoi figli, hanno come scopo fondamentale quello di una ristorazione caratterizzata dall’autenticità dell’enogastronomia ischitana.

Tartare di scampi

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Ristorante Visconti

A primo acchito Visconti richiamerà senz’altro alcuni dei film più famosi del regista italiano, come “Il Gattopardo”, “Morte a Venezia”, “Bellissima”, ma il riferimento, in questo caso, non è esclusivamente cinematografico. Visconti è anche un richiamo al gusto, si tratta, infatti, del ristorante guidato dallo chef Crescenzo Scotti. Non è casuale la scelta del nome come la location, nei locali dell’albergo Regina Palace, che in passato è stato una delle prime dimore di Luchino Visconti, quando era ancora Villa Pilato.

Specialità dello chef

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Il Fortino

Il nome di questo ristorante, nato come bar negli anni ‘80, si inspira a quello della zona in cui nasce, tra San Francesco e il lungomare di Forio. In mare, infatti, sono ancora visibili alcune rovine del fortino costruito come avamposto militare durante i conflitti mondiali e poi crollato.

Per crogiolarvi al sole o trascorrere una romantica cena sotto le stelle, ad accogliervi in questa deliziosa terrazza che fa capolino sul mare Peppe e Michela.

Delizia al limone

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Il Capannaccio

Una piccola cupola bianca, quasi a ricordare il Monte Epomeo, se un diverso clima volesse offrire a turisti e viandanti il sogno di una neve che scende, placidamente, a renderne biancastre le cime. È  invece la  "Delizia al limone alla maniera de Il Capannaccio", dessert tipico, variazione fantasiosa e particolareggiata di uno dei piatti classici campani più rinomati.

Ingredienti salutari, genuini: le uova, altamente nutrienti, che evocano alla vita che nasce; la farina bianca; lo zucchero, i cui granelli ricordano ogni diverso gusto provato ad ogni boccone; il latte fresco e l'essenza del limone, il cui colore giallo riporta ai fiori del giardino  di un ristorante a misura d'uomo. In bocca si sente il delicato sapore delle cialde, bagnate nel succo, con un ottimo connubio tra dolce e amarognolo.

Ischia Salumi

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Ischia Salumi“il Remo e la Zappa”. Questi erano gli attrezzi fondamentali, come riferisce lo storico Giuseppe D’Ascia nella sua “Storia dell’isola d’Ischia” del 1864, dell’abitante dell’isola fino a quando l’economia turistica - agli inizi degli anni ‘50 del ‘900 - non ha preso il posto dell’economia peschereccia e contadina con la quale vivevano gli “ischioti” – come li chiama il filosofo inglese George Berkeley nella lettera a Lord Percival dove racconta il suo soggiorno ad Ischia nel 1717. Berkeley scrive dell’“’enorme quantità di vigne e di alberi da frutta” che vede, ma non manca di notare che ogni contadino di Ischia “porta a fianco un largo coltello da potatore, curvo all’estremità col quale frequentemente si feriscono e si uccidono a vicenda”. E’ “u’marrazzo” che ancora oggi i contadini dell' isola usano per potare gli alberi e le viti e senza il quale non vanno nelle campagne.

Restituta, la Santa venuta dal mare

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Baia di San MontanoLa devozione alla Santa “venuta dal mare” nelle popolazioni dell’isola d’Ischia è antichissima e fortissima. La stessa vicenda umana di “Restituta d’Africa” è avvolta più nella leggenda, nel mito, nella fede, che nella storia scritta. Restituta era “africana” o “tunisina” nata e vissuta a Biserta intorno al 300 dopo Cristo. Era giovane, bella e di carnagione “scura”, ricca e con una grande avvenire davanti a sé, ma volle seguire la fede del Cristianesimo che allora stava nascendo anche in quelle terre così lontane da Roma ma vicine  a Gerusalemme.

La Processione di Ringraziamento da Casamicciola a Santa Restituta del Lunedì in Albis

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Chiesa di Santa Maria MaddalenaAlle nove in punto di lunedì in Albis 25 aprile sul sagrato della Chiesa Madre di Casamicciola - la Parrocchia di Santa Maria Maddalena costruita nel 1896 dopo il terremoto del 28 luglio 1883 e che dal 1966 è anche Basilica Pontificia - si ritroveranno, accolti dal Parroco, Can Filippo Caputo, il Sindaco di Casamicciola, il Comandante dei Vigili Urbani, il Maresciallo dei Carabinieri ed i due Priori delle Congreghe di Santa Maria della Pietà e di Sant’Anna con una rappresentanza dei loro iscritti. E naturalmente i fedeli.