Sabato 26 Luglio 2014

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Forio e l'antica libreria di Vito Mattera

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Pittore Gino Coppa e Vito Mattera
Gino Coppa, Luigi Migliaccio, Mario Cioffi e Michele Longobardo
Nelle lunghe fredde serate invernali
Marianna Coppa e Vito Mattera
Premio Visconti - Maurizio Scaparro, Caternina D'Amico e Alain Sanzio
Pierluigi Di Maiio, Gino Maringola e Vito Mattera
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Il Giardino di carta

Nel giardino di carta,

tra libri colorati e profumo d' incenso,

ho cavalcato nelle nuvole, nel vento, nei cieli stellati.

A Vito, l'eterno fanciullo,

il doveroso omaggio di un'adolescente timida,

che voleva capire, conoscere, sognare.

Vito maestro, allievo, folletto giocoso,

nel suo giardino di carta.

Tra i colori della conoscenza,

i profumi della muffa e dell'incenso,

ricordi di atmosfere magiche

suggellate nella memoria del tempo.

Tra gli anni cinquanta e gli anni settanta, Forio ha vissuto il suo massimo splendore. Piccole e semplici cose contribuivano a renderlo un paese ospitale, sereno e intimo.

All'ingresso del paese, a pochi passi da piazza S. Gaetano, in un magazzino alto e spazioso, il capitano Vito Mattera aveva aperto una libreria con tante scaffalature e centinaia di libri. In un angolo c'erano sedie di vimini, un tappeto, immancabili fiori di campo al centro del tavolino. Una scala di legno accedeva al soppalco, anch'esso rifinito in legno. Un ambiente sobrio, piacevole, adatto per allestire mostre di vario genere.

L'amico Vito, uomo intelligente e comunicativo, aveva dato vita a qualcosa che nel tempo era destinato a trasformarsi in un luogo d'incontri, confronti, dibattiti, mostre per artisti isolani e stranieri.

In modo del tutto spontaneo, era nato un salotto culturale, che si riempiva quotidianamente di persone di diversa nazionalità e vari ideali politici. Unite semplicemente dalla voglia di conversare, conoscersi, organizzare eventi culturali.

In pochi anni la libreria Mattera divenne un punto di riferimento, un grembo accogliente per persone semplici o artisti, in cerca di calore umano e di amicizia.

Andando alla libreria, in qualsiasi ora, era facile incontrare persone di particolare sensibilità. Comunicare e comprendersi diveniva allora semplice e piacevole e si rimaneva per ore a conversare.

Il sottofondo musicale, allietato da maestri come Puccini, Verdi, Rossini, non mancava mai. Il profumo dell'incenso si diffondeva nell'aria inebriando i sensi.

Nelle lunghe e fredde serate invernali, l'appuntamento era lì, nell'angolo del salotto, accogliente e caldo, facendo posto a tutti ed arrangiandosi sugli sgabelli, sulla scala di legno, a terra sul tappetino. Ci si riuniva per organizzare il veglione di Capodanno, i costumi da preparare per il Carnevale, le cene nei ruderi della campagna foriana, le serate danzanti nelle cantine e negli scantinati. C'era spirito di iniziativa, voglia di divertirsi in modo sano, un'atmosfera intensa e viva attraeva profondamente quegli artisti italiani e stranieri che si aggregavano al gruppo.

Ci si sentiva tutti a proprio agio, forti e convinti delle proprie idee, come protetti da una corazza, nella quale erano ricamati i nostri sogni, la giovinezza, la voglia di vivere con semplicità ed armonia. Il lungo e rigido inverno trascorreva in modo così repentino, che quasi non ce ne accorgevamo. Alcuni anni fa la libreria Mattera ha chiuso i battenti. Ma poiché le stelle luminose si rigenerano, ma non tramontano, val la pena di ricordare che l'amico Franco Iacono, già da anni ha ridato lustro e continuità a quel percorso, organizzando dibattiti politici, culturali, esposizioni d'arte, incontri letterari, in quel cenacolo ricco di valori e umanità che fu l'“Antica Libreria di Vito Mattera”. E' proprio vero che passato, presente e futuro si intrecciano come una spirale magica.

Autore di questo articolo: Clementina Petroni

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