Ischia News ed Eventi - Relazione Sui Trasporti Marittimi Nell’ Incontro Autmare Con I Candidati Sindaci Elezioni 6 E 7 Maggio 2012

Relazione Sui Trasporti Marittimi Nell’ Incontro Autmare Con I Candidati Sindaci Elezioni 6 E 7 Maggio 2012

Trasporti
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Condizioni Di Criticita’ Del  Settore Trasporti Pubblici E Privati:

Credo che sia sotto gli occhi di tutti lo sfascio del settore trasporti marittimi, sia pubblico che privato e le conseguenze che ricadono sia sull’utenza in generale che sta tornando indietro di oltre trent’anni, che sul settore turistico/alberghiero, con effetti catastrofici sull’economia trainante per l’intera isola d’ischia.

Non credo sia altrettanto evidente alla politica isolana, alle categorie imprenditoriali, ma anche più semplicemente ai cittadini isolani che la CAREMAR, ad esempio, si trovi sull’orlo del fallimento e la CONCRETA possibilità di dover consegnare i registri in Tribunale, proprio nel mentre anche gli armatori privati boccheggiano e minacciano di chiudere bottega e questa volta, credo che non sia solo per un mero calcolo ricattatorio, al fine di mantenere il controllo del mercato o ottenere una boccata di ossigeno, in termini di aumenti tariffari. Il tutto, ovviamente senza contare gli effetti occupazionali, non solo nel comparto marittimo ma anche e soprattutto in tutti i settori economici dell’isola.

Infatti, è cosa oramai di tutti i giorni apprendere dai mass media isolani dei disservizi, delle corse saltate, delle navi/aliscafi da terzo mondo (se ne accorgono anche i politici che fino a ieri hanno dormito e oggi presentano indignate interrogazioni:

_·   La situazione della CAREMAR – anche ovviamente per colpa della mala gestione della stessa - è così drammatica che tiene ferme le navi/aliscafi perché le Ditte creditrici non effettuano i lavori in attesa del saldo pregresso, costringe i dipendenti a fermare le navi per ricevere lo stipendio, dulcis in fundo (vedi lettera), scrive ai sindacati chiedendo di rivedere o addirittura revocare unilateralmente la contrattazione integrativa, chiedendo ai dipendenti di avere meno stipendio.

Ovviamente, fermo restante che sacrifici competono pure ai lavoratori, da ex CAREMAR mi corre l’obbligo di fare qualche precisazione in proposito: Secondo alcuni, i dipendenti CAREMAR sarebbero dei privilegiati e per certi versi, in termini di paragone con altri potrebbero anche esserlo. Ma in senso assoluto, posso assicurare che in termini contrattuali e legali – oramai alla pari con la generalità dei marittimi – vengono vessati e stressati in termini di affaticamento per l’ampio superamento dei limiti di legge. Circa i c.d. privilegi da turni di lavoro dei dipendenti Caremar, è solo una leggenda metropolitana, dal momento che non tutti sanno che per poter effettuare quel tipo di turnistica i dipendenti rinunciano alle ferie, ai riposi compensativi e festività infrasettimanali, subendo inoltre una trattenuta in ore di straordinario, mentre per comandanti e direttori, oltre ai riposi viene effettuata una decurtazione mensile sullo stipendio, a volte anche oltre i 500 € mensili. Conclusione, i dipendenti CAREMAR la turnistica che effettuano se la pagano profumatamente con le proprie tasche. E, appunto alla pari con tutti gli altri marittimi, ci si deve solo meravigliare che i sinistri – fatti poi tutti ricondurre al c.d. “fattore umano” – siano ancora in numero limitato. Pensate per un attimo che sulla “sicurezza” è latitante persino il Governo che ha lasciato impunemente scadere il termine – in ennesima proroga – per l’adozione dei Regolamenti di coordinamento tra il Dlgs. 81/2008 e il Dlgs. 271/99, significando che in loro assenza non sarà più applicabile l’attuale decreto sulla sicurezza e limiti orario di lavoro dei marittimi, con la conseguenza che dovrebbe applicarsi il Dlgs. 626/94 e succ. modd., che poi non è affatto applicabile al campo marittimo, tanto che è lo stesso decreto ne prevede l’applicazione..per quanto possibile, rinviando i predetti ad una Legge speciale di comparto;

·      Armamento privato. Nell’analisi della crisi dei trasporti marittimi, pare d’obbligo una brevissima riflessione anche sull’armamento privato. Checchè qualche armatore adombri un atteggiamento persecutorio e preventivo nei loro confronti, ciò non corrisponde a realtà. Senza scomodare i “corsi e ricorsi” della teoria del filosofo Giovan Battista Vico, taluni armatori e tra i più recenti – ovviamente al netto del servizio sociale positivo che per onestà intellettuale, va sempre riconosciuto e di cui pure ha goduto l’isolano - ci hanno dato mille esempi negativi nella gestione dei trasporti marittimi: negli anni abbiamo dovuto subire prevaricazioni, ricatti, serrate, minacce di sospensione continua dei servizi, politiche tariffarie non corrispondenti ai servizi offerti e discriminatorie a tempi alterni, ecc. Pensate forse  che la sentenza con cui l’antitrust (Autorità del Garante) contesta la mancata possibilità di poter prenotare biglietti a tariffa residente così come risulta possibile solo a tariffa ordinaria, sia l’unica? Vi sbagliate: se andate a ritroso nel tempo – ed facilmente documentabile – negli anni ’90 il medesimo armamento ha subito già delle condanne in tal senso, così come pure denunce e condanne per posizione dominante, consolidando nel tempo un comportamento appunto ricorrente e per questo penalizzante per l’intera utenza e la filiera economica dell’isola d’ischia. Mi pare logico che alla luce di tutto questo, si abbia largamente motivo di parlare di inaffidabilità di certuni armatori privati, i quali devono ringraziare molto l’assenza della politica a tutti i livelli, se non anche una colpevole complicità delle istituzioni regionali. Si pensi ad esempio alle gare (sia da parte dell’assessore Cascetta che dello “sfuggente” Vetrella) per l’affidamento del servizio di trasporto per le isole (quindi camions, pulmans, autotreni, ecc,) con l’invito a partecipare a società gestenti barche per il giro dell’isola e (SIC) persino della società dei barcaioli da e per il castello d’Ischia: evidentemente si doveva mascherare una finta partecipazione, al fine di finalizzarne l’affidamento, solo apparentemente rispettando leggi nazionali ed europee.

Alla luce di sì notevole sfascio del settore trasporti, le cui maggiori responsabilità – ripeto - sono riconducibili alla pressoché assenza delle istituzioni amministrative e politiche a tutti i livelli o forse semplice sottovalutazione della portata del problema, oltre naturalmente ad altrettante responsabilità di mala gestio, pare legittimo ed anche utile per la collettività, che l’AUTMARE – in continuità col datato impegno nei trasporti – offra l’occasione dell’odierno convegno per chiedere ai candidati tutti ed in particolare ai candidati sindaci quale impegno intendano prendere con il proprio elettorato e – in un ottica interisolana – alla collettività tutta dell’isola d’Ischia, per far fronte alla imminente catastrofe dei trasporti marittimi.

La richiesta appare oltremodo legittima se consideriamo che alle elezioni del 6 e 7 maggio – pur essendo parziali ovvero per 4 Comuni su 6 – partecipano complessivamente ben

13  candidati a sindaco, 22 liste per complessivi  292 candidati a consigliere comunale , un vero esercito che però appare, invero,  povero di idee e reale impegno civile e politico :

 

Sindaco

Liste collegate

Consiglieri

Note

Barano

BuonoPaolino

1

10

Sindaco uscente

 

Di Scala Maria Grazia

1

10

 
 

Migliaccio Giovanni

1

10

 
 

Goffredo Mario

1

10

 
     

Casamicciola

De Crescenzo Antimo

1

10

 
 

Ferrandino Arnaldo

1

10

 
 

Silvitelli Giuseppe

1

10

 
     

Ischia

Ferrandino Giuseppe

6

(16x6) 96

Sindaco uscente

 

Manzi Antonietta

1

16

 
 

Mazzella Salvatore

5

(16x5) 80

 
 

Savio Domenico

1

16

 
     

Lacco Ameno

Irace Restituta

1

7

Sindaco uscente

 

Monti Carmine

1

7

 

 

 

Dall’apertura della campagna elettorale, sui media locali sono apparsi numerosi interventi di candidati consiglieri e sindaci dei vari comuni interessati, tutti apparentemente uniti e candidati per l’interesse superiore del paese. Tutti a decantare i propri programmi elettorali e, meraviglie delle meraviglie, nonostante la miriade di liste e candidati – come abbiamo visto ben 13 candidati sindaci e 292 candidati consiglieri, la politica dei trasporti marittimi è stata pressoché totalmente assente, se si eccettuano – vedi IL GOLFO (non so alle convention dei vari schieramenti) – le  esternazioni di Antonietta Manzi e Sabina Conte.

La cosa mi ha non poco incuriosito e mi sono preso la briga di reperire e consultare i programmi elettorali delle vari schieramenti contrapposti. All’esito dell’esame, sono rimasto a dir poco sconcertato nel constatare che effettivamente la tematica dei trasporti marittimi ha assunto il ruolo di “CENERENTOLA”, in questa campagna elettorale.

Partendo dal Comune capoluogo, nel programma elettorale della compagine del sindaco uscente e liste a lui collegate (bel 24 pagine), la “CENERENTOLA” dei trasporti marittimi – inserita nel più vasto tema di “VIABILITA’ E TRASPORTI”, ha interessato appena cinque righe:

“D’intesa con la Regione Campania, infine, verranno individuate azioni a supporto delle associazioni dei pendolari per la soluzione del problema dei trasporti marittimi, che rischia di compromettere la mobilità dei residenti e diminuire la competitività del mercato ischitano rispetto alle località turistiche della terraferma”.

Al di là della genericità di esposizione, mi colpisce la dizione “infine” che dimostra a mio parere come inequivocabilmente il tema venga letteralmente “relegato” in secondo ordine. Colpisce altresì l’esposizione letterale “..azioni a supporto delle associazioni di pendolari..” come se dovessero essere queste e non le istituzioni ad affrontare le problematiche.

Analizzando viceversa il programma della compagine con candidato sindaco Mazzella, si riscontra che la tematica è altrettanto relegata nel capitolo “RILANCIO DEI SERVIZI” e addirittura racchiuso in mezzo rigo, ovvero “..gestione dei servizi di trasporto locale per terra e per mare..”. Bisogna riconoscere che l’apertura del “capitolo inerente a..” è stato aperto, peccato che parli solo di “gestione” – suppongo dell’esistente (ma fino a quando?) e non di razionalizzazione o rilancio.

Passando a Barano d’Ischia, nel mentre non mi è riuscito reperire il programma del candidato sindaco Goffredo (cinque stelle), con sommo dispiacere ho dovuto constatare che nei programmi degli altri candidati sindaci, ovvero BUONO –DI SCALA – MIGLIACCIO, la tematica dei trasporti marittimi non è neanche menzionata!!

 

Anche per Casamicciola Terme, non sono riuscito a reperire – almeno via internet – i programmi e quindi devo affidarmi al “beneficio dell’inventario”.

Passando, infine,  a Lacco Ameno, nel programma elettorale della lista “IL FARO” di Tuta Irace la tematica dei trasporti marittimi, pur essendo con lungimiranza inserito nelle problematiche da affrontare in un ottica di Politica interisolana, è stato solo enunciato il problema con la semplice dicitura “Trasporti marittimi e terrestri”.

Viceversa, nel programma della lista “Libera Mente” di Carmine Monti, la tematica non è neppure menzionata.

In conclusione, le uniche due liste che hanno affrontato di più la problematica del trasporto marittimo, sono state quelle facenti capo al candidato sindaco Domenico Savio e “LA SINISTRA” di Antonietta Manzi. Infatti, nell’analisi dei programmi elettorali quello che ha trattato più compiutamente la tematica dei trasporti marittimi, risulta essere quello del candidato sindaco Antonietta Manzi che, per la sua completezza – sia pure nell’ottica di appartenenza, condivisibile o meno – si ritiene qui riportare:

TRASPORTI

- Impegno istituzionale unitario dell’isola d’Ischia e più in generale interisolano che abbia autorevolezza e capacità per indicare alla Regione le linee giuste nelle politiche del settore.

- Lavorare per il potenziamento della Caremar: la sua privatizzazione non è chiesta dall’Europa, al contrario chiediamo  l’assegnazione ad essa dei servizi essenziali con un nuovo Piano Orario modellato sulle esigenze di prima necessità: approviggionamenti alimentari, pendolarismo scolastico e lavorativo, diritto alla salute ed esigenze sociali.

- Spezzare logiche monopolistiche e di sudditanza nei confronti dell’armatore privato, che pur avendo sottoscritto la legge quadro regionale 3/2002, di fatto non l’ha mai rispettata, mettendo in atto continue sottrazioni arbitrarie di corse OSP (“obbligo di servizio pubblico”) che si configurano come interruzioni di pubblico servizio.

- Inserimento delle tratte marine del golfo partenopeo percorse da aliscafi e traghetti nel biglietto unico Campania a prezzi economici e popolari pari a quelli delle tratte di eguale lunghezza in terraferma  in modo di dar seguito al principio costituzionale riconosciuto soprattutto a partire dall’inizio degli anni 70’ del diritto alla contiguità territoriale, in base al quale il pendolare residente nelle isole non possa essere discriminato rispetto al pendolare della terraferma.

Alla luce quindi, dell’estrema povertà con cui le compagini elettorali che fanno capo ai 13 candidati sindaci ed all’esercito di ben 292 candidati consiglieri comunali – forse distratti dalle problematiche più stringenti in senso localistico dei propri municipi o forse sottovalutando ancora una volta la problematica, pare legittimo - nel momento in cui la crisi dei trasporti marittimi va assumendo   aspetti sempre più catastrofici e per questo bisognosa di essere affrontata in maniera collettiva interisolana - si abbiano quelle risposte e impegni precisi che l’AUTMARE oggi stimola ai candidati sindaci.

Per l’AUTMARE SETTORE TRASPORTI MARITTIMI

c.s.m. Umberto  MALTESE