Giovedì 30 Ottobre 2014

Ultima modifica:09:41:36 GMT

Font Size

Screen

Profile

Layout

Direction

Menu Style

Cpanel
Tu sei qui: Home Rubriche Dalle analisi economiche alle decisioni politiche

Dalle analisi economiche alle decisioni politiche

  • PDF

Abbiamo dato vita circa due anni fa nello studio dell’indimenticabile amico avv. Nello Mazzella insieme a Franco Borgogna, che lo presiede, ad un “Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’isola d’Ischia”(OS.I.S) nell’intento di raccogliere dati, di promuovere studi e ricerche sul sistema economico e sociale dell’isola d’Ischia, in modo da presentarli alla “classe dirigente”dell’isola affinché possa adottare le decisioni migliori per consolidare lo sviluppo raggiunto e promuovere strategie per la nuova occupazione soprattutto giovanile. Non siamo stati animati da ambizioni politiche perché una nuova carriera politica non si comincia a 60 anni ma forse alla nostra età e con la nostra esperienza possiamo disinteressatamente offrire un contributo per affrontare i gravi problemi dell’isola dove siamo nati, dove vogliamo continuare a vivere e che vogliamo rimanga l’isola dei nostri figli dove possono abitare e vivere.

Ci siamo posti la domanda sulla “classe dirigente”: che cosa oggi è nell’isola d’Ischia la “classe dirigente”? chi si sente “classe dirigente”? la “classe politica”è all’altezza di governare l’isola? E che tipo di “governo”esercita? La “classe economica”in che modo esercita la sua funzione “dirigente”? qual è il ruolo della classe dirigente del “sociale”cioè i sindacati? In che modo la scuola e cioè i dirigenti ed i docenti del sistema scolastico si sentono o vogliono essere “classe dirigente”?

Essendo il nostro piccolo Osservatorio costituito da volontari senza alcun sostegno finanziario pubblico le nostre analisi ed i nostri interventi sono frutto soltanto delle nostre osservazioni ma un Istituto di Ricerche deve avere una organizzazione e deve avere dei Ricercatori che non possono non essere giovani e remunerati. Un Osservatorio sullo Sviluppo dovrebbe essere una istituzione mista finanziata dai Comuni e dall’imprenditoria privata; qualcosa a metà strada tra il CENSIS ed il Centro Studi della Confindustria nelle discipline economiche e sociali.

Il Cavaliere del Lavoro Angelo Rizzoli quando realizzò negli anni ‘50 del ‘900 i grandi alberghi termali a Lacco Ameno - soltanto con investimenti propri senza far uso delle agevolazioni creditizie e degli incentivi della allora Cassa per il Mezzogiorno - che sono stati la spinta essenziale per il decollo turistico di Ischia su proposta di Pietro Malcovati, il grande idrologo che valorizzò le cure termali dell’isola e che spinse Rizzoli agli investimenti, costituì un Centro Studi sulle acque termali dell’isola e ne affidò la direzione allo stesso Malcovati e Rizzoli alla sua morte volle che il Centro Studi fosse a lui dedicato e che avesse sede presso l’Ospedale Anna Rizzoli donato dal Cavaliere del Lavoro alla comunità isolana. Alla morte di Rizzoli nel 1970 il Centro fu chiuso. Tentativi di riapertura furono fatti dai termalisti  con un Centro Studi dedicato a Giulio Jasolino, il medico calabrese del ‘500 che scoprì le acque termali ischi tane mentre il prof. Cristofaro Mennella (1917-1976) per tutta la sua vita si batté affinché l’Osservatorio Geofisico di Casamicciola diventasse un Centro Studi di  Idrologia e di Termalismo in un’ottica interdisciplinare. Mai realizzato.

Se le cure termali avevano ed hanno bisogno di una rigorosa propaganda medica il sistema economico e sociale realizzato da questa fondamentale risorsa – intorno alla quale sono nate le altre – ha bisogno di “conoscere per deliberare”come ammoniva Luigi Einaudi.

L’Osservatorio sui fenomeni socio-economici (OSIS) come primo atto ha pubblicato il mio libro “Ischia, Luci e Ombre sullo sviluppo”– il sistema economico-sociale dell’isola d’Ischia: dall’espansione selvaggia (1970-1974) al tempo della globalizzazione (2002-2010) con la prefazione dello stesso Franco Borgogna. Il libro vuole essere un punto di partenza per uno studio o per studi più ampi sul sistema socio-economico in tempo di recessione economica e di trasformazione dei mercati turistici. Fornisce i dati essenziali del sistema: 3mila imprese; 40 mila posti-letto; 13 mila iscritti al collocamento; 3200 studenti delle superiori; 510 diplomati ogni anno. Sottolinea la scarsa rappresentatività dell’associazionismo imprenditoriale e sindacale. Esprime la considerazione che un simile sistema ha bisogno non solo di una sola autorità amministrativa – cioè un sol Comune in luogo di sei - ma di un dirigismo pubblico e quindi rilancia il ruolo di una Programmazione Economica legata alla Pianificazione Territoriale con un ritorno al Diritto Pubblico dopo oltre un ventennio di liberismo sfrenato anche con una “finanza di territorio”capace di riutilizzare le aree dismesse con le Società di Trasformazione Urbana previste dall’art.120 del Testo Unico sugli Enti Locali. Un dibattito politico su questo libro con contributi seri; nei Consigli Comunali esistenti e nei nuovi partiti inesistenti negli apparati di partecipazione – assemblee, direttivi, esecutivi – avrebbe realizzato senza alcuna spesa un vero e proprio studio di fattibilità sul sistema e sulla necessità di avere un unico Comune, con un unico Ufficio della Programmazione Economica e della Pianificazione Territoriale, che per “sanare”una espansione edilizia realizzata negli ultimi 30 anni - con 20 mila pratiche dei due condoni edilizi “ammissibili”in diritto ma da esaminare per prassi e di altre 10 mila pratiche inammissibili in diritto ma da recuperare per necessità economiche e sociali – non può non richiedere una “LEGGE SPECIALE PER ISCHIA”sia alla Regione sia al Parlamento della Repubblica.

Franco Borgogna continua ad arricchire questo dibattito economico, sociale e politico con i suoi interventi su “Il Golfo”e di recente ha sollecitato – portando l’esempio di Rimini - sia la classe politica sia la classe imprenditoriale a valorizzare tutto l’indotto del nostro turismo – l’agricoltura soprattutto – affinché si creino nuove opportunità occupazionali.

Chiusa negativamente – per ora - con la bocciatura del referendum consultivo l’ipotesi per il Comune Unico dell’isola d’Ischia le “classi dirigenti”della politica e dell’economica sono alle prese dell’“eterna emergenza”dei problemi comuni – dalla raccolta dei rifiuti, al traffico, alla depurazione delle acque reflue, alla stessa organizzazione burocratica dei sei Comuni - e dal convegno nazionale dell’ANCI svoltosi ad Ischia si aspettava una proposta forte da parte dei sei sindaci per dare vita ad un COORDINAMENTO PERMANENTE per politiche unitarie e solidali poiché – come ha rilevato Enrico Deurigenr, direttore di Ischianews.com – se “un Comune è sporco è sporca tutta l’isola d’Ischia”. La Spiaggia dei Maronti non è solo del Comune di Barano ma di tutta l’isola e del suo sistema economico. E così tutto il resto.

Un segnale per una politica unitaria pur con sei Comuni dal convegno dell’ANCI non è stato lanciato. Bisognerà costituire quindi un MOVIMENTO PER IL COMUNE DELL’ISOLA D’ISCHIA che continui la battaglia per un Rinnovamento o una Riscossa Civile della nostra isola.

Autore di questo articolo: Giuseppe Mazzella

Mostra altri articoli di questo Autore