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Ischia e la “Nuova Società”

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Sta nascendo o meglio è già nata nell'isola d'Ischia una "nuova società" impensabile in queste dimensioni appena 10 anni fa. E'una società multinazionale e multietnica che emerge dallo studio sociologico sulla realtà ischitana presentato dalla neonata sezione isolana dell'Associazione Cristiana dei Lavoratori Italiani (ACLI) nei giorni scorsi presso la Curia Vescovile di Ischia.

Ai 62860  residenti nei sei Comuni si debbono aggiungere 4218 immigrati in rappresentanza di ben 75 Nazioni! Possiamo non solo dire che nell'isola c'è di fatto un "settimo Comune" per dimensione demografica ma c'è addirittura tutto il mondo per effetto dell'economia globalizzata. Abbiamo un sol immigrato dalle isole-Stato di Trinidad e Tobago nell'America Latina ma ben 1015 provenienti dalla Romania che è comunque uno Stato dell'Unione Europea. Abbiamo 862 ucraini e 345 albanesi  e perfino un etiope  ed un altro che è arrivato perfino dall'isola di Timor nell'emisfero oceanico. Nutrita anche la rappresentanza della "vecchia Europa"perché i tedeschi sono 254, gli svizzeri 21, gli inglesi 16, i francesi 15, gli spagnoli 14, i bulgari 71, gli austriaci 50.

Dall'isola di San Domingo sono giunti da noi 339 immigrati, dalla Tunisia 169, dal Marocco 128. Abbiamo perfino 3 indiani ed un isolano che viene dall'isola-Stato di Madagascar.

Questa nuova comunità multinazionale e multietnica  porta da noi lingue diverse, religioni  e tradizioni diverse che costringe la scuola pubblica a tutti i livelli – elementari e medi – ad aggiornare e riadattare i programmi ed i metodi di insegnamento. Anche la popolazione locale deve abituarsi a questa nuova società.

Il grado di istruzione di questa comunità straniera è abbastanza elevato. Il 20% è laureato nel suo paese di origine dove non ha trovato possibilità di lavoro. Il 55% ha il diploma delle superiori e solo il 25% ha la licenza media inferiore.

Naturalmente la gran parte di questa popolazione straniera si adatta a lavori manuali come l'assistenza agli anziani, l'edilizia, la cucina degli alberghi e dei ristoranti.

Come Eric Hobsbawn ci insegna  quando ci parla della "prima globalizzazione"– quella che va dalla fine del XIX agli anni '10 del XX secolo;, dell'Ottocento come "secolo lungo"rispetto al Novecento "secolo breve"che lo storico inglese chiude al 1989 con la caduta del Muro di Berlino e delle "grandi migrazioni"della fine del "secolo lungo"alla metà del "secolo breve"delle popolazioni europee verso le Americhe e l'Oceania, anche questa  "seconda  globalizzazione"con un unico modello di sviluppo economico in tutto il Mondo produce una biblica emigrazione di popolazioni dai Paesi del cosiddetto Terzo Mondo verso l'Europa e noi ad Ischia non siamo esenti da questo processo.

Siamo pur sempre una economia ricca con 3mila imprese, 40mila posti letto, circa5 milioni di presenze ed il nostro turismo può ormai definirsi "ipermaturo".

Questa "nuova società"richiede ancor di più una matura classe dirigente sia del sistema  economico sia del sistema politico perché la sua nascita provoca un cambiamento profondo dei sistemi di vita della popolazione dimorante, delle sue abitudini, delle sue stesse tradizioni.

Si ripropone il problema forte delle "rappresentanze"delle forze imprenditoriali e sociali (Federalberghi, Confcommercio, sindacati etc.)  per una "concertazione sociale"e dell'assetto istituzionale in linea con la complessità di  governare un simile territorio.

Accantonato nel tempo breve – l'unico che conti in Economia – il problema del "Comune Unico"emerge l'urgenza di un tavolo unitario fra le sei amministrazioni per comunque  governare quello che è naturalmente un "Distretto Industriale Turistico" che non può essere se non quello di una efficiente Azienda o Agenzia per la Promozione Turistica ed in questo campo l'inadempienza della Regione Campania dovrebbe trovare unanime condanna ed unanime richiesta di ottenimento nel tempo breve dopo decine di proposte di legge che giacciono presso il Consiglio Regionale della Campania. E'chiaro che un'Azienda o un'Agenzia per il Turismo – che potrebbe essere la stanza di compensazione dei campanili – sarebbe il luogo fisico e lo strumento giuridico per affrontare TUTTI i problemi dello sviluppo ed impegnare ogni singola amministrazione pubblica a risolverli.

La "nuova società"impone un "nuovo assetto  istituzionale"ed un "nuovo metodo"anche soprattutto della Politica che deve ritornare ad essere impegno civile di partecipare al governo della polis soprattutto da parte dei giovani.

Dopo un ventennio di sfrenato liberismo – anche sul piano locale – è necessario un immediato ritorno alla Programmazione Economica ed alla Pianificazione Territoriale che faccia tesoro degli errori del passato e che sia capace di costruire un avvenire fondato su un vero ed autentico "Stato di Diritto".

Casamicciola, 8 luglio 2011

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