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Una Legge Speciale per Ischia per l’Urbanistica violata

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Ischia

"Una legge speciale per le Isole Minori della Campania ed un nuovo Piano Paesistico – un ruolo di investitore istituzionale della Provincia nelle STU – Società di Trasformazione Urbana". Così si intitolava il documento dell'Osservatorio sui fenomeni Socio- Economici dell'isola d'Ischia (OS.I.S) che abbiamo preparato e diffuso su queste colonne di ischianews.com il 29 aprile 2010 cioè un anno fa nel tentativo di avviare un dibattito sulla necessità di avviare una seria e praticabile Pianificazione Territoriale che fosse legata inscindibilmente alla Programmazione Economica. Il nostro intervento ha avuto 2332 contatti fino ad oggi ma non ha prodotto alcun commento ed alcuna iniziativa politica.

"La legge speciale che si invocava e che noi auspichiamo – nella piena competenza dello Stato (sottolineato n.d.a.) – per evitare la "macelleria edilizia" di una sequela di demolizioni – preludio di una "Macelleria Economica e Sociale" – doveva essere preparata bene, in prima istanza come decreto-legge, non accomunata a territori con caratteristiche assolutamente diverse; doveva inoltre essere fondata sul principio in base al quale per zone vincolate ma ad alto sviluppo economico che per responsabilità diffuse non hanno avuto idonei strumenti di pianificazione economico-territoriale c'era bisogno di uno stop degli abbattimenti in attesa di un Piano economico-urbanistico che andasse meglio a delineare ciò che è conforme ad un moderno Piano di sviluppo sostenibile e ciò che non lo è" scrivevamo e credevamo fosse chiaro che l'aspetto "economico" dell'espansione dell'isola d'Ischia, l'" Isola-Madre" dei golfi di Napoli e Gaeta e quindi apripista di diritto e di dovere,rappresentato da 40mila posti-letto, 3mila imprese, 13 mila iscritti al Centro per l'Impiego ex-Collocamento, dovesse essere messo sullo stesso livello dell'"urbanistico" perché forse l'aver posto i due aspetti della Programmazione - economico ed urbanistico - in due diversi livelli è stato l'errore esiziale del fallimento delle politiche urbanistiche negli ultimi 40 anni nelle aree a vocazione turistica naturale. Eppure fin dal 1963 Fuà e Sylos-Labini nel loro libro "Idee per la Programmazione Economica" avevano chiaramente affermato che "l'obiettivo fondamentale della politica urbanistica è di tradurre sul territorio i programmi economici. La Programmazione Economica e la Pianificazione Urbanistica non rappresentano due fasi separabili sotto il profilo operativo ma sono due aspetti di un unico processo".

Nonostante 8 leggi vincolistiche di cui le due fondamentali addirittura del 1939 nel 1991 – ultimi dati disponibili – la consistenza edilizia si è almeno quadruplicata rispetto al 1951 con incremento del 710% a Lacco Ameno e 606% a Forio. I due condoni edilizi – 1985 e 1994 - hanno fatto registrare 20.254 istanze presso i sei Comuni di cui 12.017 nel 1985 e 8.237 nel 1994. Il "piano di dettaglio" di questi due condoni previsto dal Piano Urbanistico Territoriale del Ministro dei Beni Culturali ed Ambienatli, Antonio Paolucci, del 1995, che avrebbe dovuto essere predisposto e messo in vigore entro un anno non è MAI stato redatto ed approvato.

Dal 1994 cioè da 17 anni ogni aumento di volume è sostanzialmente abusivo e fino ad oggi non si conosce il numero esatto dei vani realizzati – sia per necessità abitative, sia per espansione aziendale, sia per mera speculazione edilizia .

La necessità di difendere lo sviluppo economico e sociale comunque realizzato in tempo di forte recessione e nello stesso tempo di difendere attivamente l'ambiente fonte di questo sviluppo ci ha indotto a formulare la proposta di una Legge Speciale che "raggruppasse tutte le esigenze" prevedendo anche il recupero delle aree dismesse attraverso le Società di Trasformazione Urbana – previste dall'art.120 del Testo Unico sugli Enti Locali con un ruolo di investitore istituzionale da parte della Provincia che continua ad essere l'"eterno malato" del sistema autonomistico italiano del quale da ogni parte si propone la soppressione salvo a rimandarla nonostante il fallimento continuo e costante di ogni esercizio di "delega" conferito o dallo Stato o dalla Regione e l'ultimo fallimento è la cosiddetta "provincializzazione" del sistema dei rifiuti con il ritorno alla "regionalizzazione" di recente approvata dal Consiglio Regionale della Campania.

Una simile Legge Speciale - l'avevano sottolineato – doveva essere "preparata bene" perché non è cosa facile ad evitare che un semplice decreto governativo che fermasse gli abbattimenti pur promesso dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ai sindaci ischitani e campani, fosse fattopassare come "un provvedimento amministrativo ad personas in violazione del principio di divisione dei poteri contro atti dell'autorità giudiziaria" come giudica il proposto decreto Alessio Postiglione sulle pagine napoletane de "La Repubblica" di martedì 12 aprile 2011 nell'articolo dal titolo "L'Urbanistica violata".

Postiglione sostiene nel suo intervento che "la verità è che i Comuni hanno abdicato alle logiche della Pianificazione" criticando anche l'uso che hanno fatto i Comuni campani dello strumento della Società di Trasformazione Urbana utilizzato per fare "centri commerciali anzicchè case per le giovani coppie" non mancando ancora di rimarcare che "dagli anni novanta l'urbanistica consensuale si è involuta in una urbanistica contrattata dove lo Stato esperisce il mercato in una condizione di debolezza economica venendone travolto". Si può far osservare a Alessio Postiglione che nell'isola d'Ischia nemmeno questo è stato fatto. Non è stata costituita alcuna STU neanche per fare "centri commerciali".

Ed allora per riportare ad un livello credibile l'Urbanistica nell'isola d'Ischia bisogna ripartire da una complessa Legge Speciale che sani quello che è sanabile, recuperi il patrimonio edilizio dismesso, riprenda ove necessario l'edilizia economica e popolare pubblica o convenzionata, semmai unificando i sei Uffici Tecnici dei sei Comuni in un solo Ufficio della Pianificazione Territoriale e della Programmazione Economica, eliminando i "pareri obbligatori" che finiscono per essere "vincolanti" delle Sovrintendenze e chiamando la Provincia ad un ruolo di investitore istituzionale ma anche di coordinamento di concerto con la Regione Campania tanto per avviare quella "azione sinergica" auspicata dall'assessore regionale all'Urbanistica, Marcello Taglialatela, per "una soluzione al problema" .

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Casamicciola, 12 aprile 11